Rifugio Caregno, arrivano oltre 180mila euro per riqualificarlo

Buone notizie per l’Altipiano di Caregno: parte il percorso di riqualificazione dello storico rifugio, chiuso da anni ma ancora profondamente radicato nella memoria e nella frequentazione dei valtrumplini. Un primo passo concreto arriva grazie al finanziamento di 183mila euro ottenuto nell’ambito della strategia di sviluppo locale del Gal Valle Trompia «Bee Green Valley», che consentirà di avviare l’intervento sul piano terra della struttura. Il progetto è stato elaborato da Sevat, la inhouse della Comunità montana, per conto dell’ente comprensoriale, vede il coinvolgimento del consorzio Bacino imbrifero montano (Bim) del Mella e rappresenta l’avvio di un percorso più ampio che punta a restituire alla comunità un punto di riferimento oggi inutilizzato.
L’ex Rifugio Caregno si trova in una zona montana e periferica del Comune di Gardone, a quota 1.000 metri, ed è accessibile attraverso una strada comunale asfaltata di circa sette chilometri.
L’edificio è costituito al piano terra da una zona commerciale di ristorazione con sala e bar, servizi igienici, cucina e cantina, mentre sul lato destro ci sono una stalla e un deposito. Al primo e secondo piano sono presenti otto unità adibite ad alloggi, con cucina e soggiorno, una zona notte con camera e bagno indipendente e un sottotetto adibito a deposito. La superficie totale lorda è di 740 metri quadri.
L’intervento
La riqualificazione del piano terra rappresenta l'inizio di una visione che guarda alla valorizzazione dell’intero Altipiano, tra accoglienza, turismo e presidio del territorio. Nel dettaglio l’intervento si concentrerà sulla rifunzionalizzazione degli spazi interni. L’area bar-ristorante sarà rinnovata per tornare a essere un luogo di convivialità, mentre sul fronte energetico è prevista l’installazione di una nuova pompa di calore e la razionalizzazione degli impianti con l’obiettivo di contenere i consumi.
Inclusione
Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità: verranno eliminate le barriere architettoniche e adeguati i servizi igienici, ripensando gli spazi in un’ottica inclusiva e accogliente per famiglie e visitatori. Non mancherà uno sguardo alle nuove forme di turismo: l’area oggi adibita a deposito sarà trasformata in uno spazio attrezzato per biciclette, con punti di ricarica per e-bike, intercettando così la crescente domanda legata al cicloturismo. L’intervento sarà improntato alla rigenerazione dell’esistente, senza nuove volumetrie e con l’utilizzo di materiali compatibili con il contesto montano e tecniche a basso impatto. «L’obiettivo generale è restituire alla struttura una funzione attiva di presidio, accoglienza e promozione ambientale: questo primo intervento è solo l’inizio» sottolinea il presidente di Sevat, Andrea Crescini.
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