I rifugi in quota si preparano all’estate e cercano cuochi e tuttofare

Cuochi e tuttofare in rifugio cercasi. L’estate è dietro l’angolo, almeno per il settore turistico, e se c’è chi può solo sospirare pensando ai mesi che lo separano dal periodo delle vacanze scolastiche e lavorative, c’è chi è già operativo per organizzare efficacemente le prenotazioni, gli approvvigionamenti, i contatti con i fornitori di servizi e il personale.
In alta montagna l’estate è lontana. La neve avvolge ancora numerosi sentieri e rifugi, ma i gestori vivono ugualmente settimane di fermento per poter garantire al meglio la riapertura delle strutture ricettive in quota che dovrebbe avvenire attorno alla metà del mese di giugno. Le attuali tensioni in Medio Oriente e le incertezze sulla possibilità di viaggiare sicuri e a prezzi accettabili, potrebbero generare una riduzione delle vacanze all’estero, con ricadute dirette sull’incremento della frequentazione dei rifugi. Vedremo.
In ogni caso è tempo di iniziare a comporre le squadre che lavoreranno intensamente da giugno a settembre, e alcuni gestori stanno comunicando le ricerca di figure esperte e volonterose. Il lavoro in rifugio è un’opportunità ricercata da molti giovani, e non soltanto, per vivere un’esperienza professionale a contatto con la montagna e con la natura, ma che richiede capacità di adattamento e flessibilità.
Nel dettaglio
La nuova gestione del rifugio San Fermo (1.866 metri) è alla ricerca di un cuoco (scrivere a rifugiosanfermo@gmail.com). La struttura collocata in splendida posizione panoramica sul territorio di Borno può essere raggiunta a piedi e anche con la mountain bike, e si offre come punto di supporto per la classica traversata al rifugio Laeng e al lago di Lova, oppure per le escursioni che attraversano la Riserva Naturale dei Boschi del Giovetto di Paline e quelle che si dirigono verso la Cima Moren e il Pizzo Camino.
Altre opportunità di lavoro vengono offerte da alcuni rifugi che si collocano lungo il tracciato del trekking dell’Alta Via dell’Adamello. L’impegnativo percorso a tappe con il segnavia numero 601 raggiunge quote prossime a tremila metri, e propone l’incontro con numerosi elementi di interesse storico e naturalistico custoditi dal territorio del Parco dell’Adamello. Il rifugio Carlo Tassara (1.804 metri) nell’area di Bazena è posto al termine della prima tappa dell’alta via, e ricerca un cuoco e tuttofare per il periodo che si estende dal 1 giugno al 31 agosto (scrivere a sonia.bettoni@hotmail.it).
A circa tre ore di distanza, tra il Cornone di Blumone e il lago della Vacca, si colloca il rifugio Tita Secchi (2.367 metri). Per il periodo compreso tra l’inizio di giugno e la fine di settembre la struttura necessitava di due tuttofare con mansioni di cameriere, barista e pulizia camere, e anche di un aiuto cuoco, oltre a ragazzi disponibili a lavorare nei weekend dei mesi di giugno, luglio e settembre, con eventuale disponibilità per tutto agosto: il personale è stato trovato.
Nella splendida Valle Adamè il rifugio Lissone (2.020 metri) cerca un cuoco per la stagione (rifugiolissone@gmail.com), mentre il rifugio Sandro Occhi all’Aviolo (1.930 metri) è alla ricerca di un tuttofare per i fine settimana di giugno e settembre e per i mesi interi di luglio e agosto (info@rifugioaviolo.com).
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