Cronaca

Rifiuti contaminati usati come fertilizzante: maxi sequestro a Ghedi

Secondo i Carabinieri forestali un impianto di compostaggio avrebbe ritirato circa 250.000 tonnellate di rifiuti vegetali da diverse multiutility senza trattarli correttamente
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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I carabinieri arrivano nell'impianto sequestrato a Ghedi

Maxi sequestro dei Carabinieri forestali a Ghedi: un impianto di compostaggio di circa 9.600 metri quadrati è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia. L’amministratore unico della società che lo gestisce è indagato per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti — accusa che dovrà essere provata in giudizio, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza.

La ricostruzione

I rifiuti stoccati in un magazzino
I rifiuti stoccati in un magazzino

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, tra il 2019 e il 2024 l’azienda avrebbe ritirato circa 250.000 tonnellate di rifiuti vegetali da diverse multiutility, ottenendo ricavi per oltre 7 milioni di euro. I rifiuti, che avrebbero dovuto essere trattati per rimuovere materiali estranei come plastica, vetro e metalli e trasformati in compost agricolo, non sarebbero stati correttamente lavorati, con l’obiettivo di massimizzare i profitti.

Il materiale risultante, contaminato da plastiche e idrocarburi fino a dodici volte oltre i limiti di legge, veniva poi ceduto a terzi agricoltori a prezzi irrisori — anche 1 euro a tonnellata — come fertilizzante, nonostante fosse privo dei requisiti richiesti. Di fatto, secondo gli investigatori, veniva così smaltito illecitamente sui terreni agricoli.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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