Raid israeliani in Iran, «ucciso Soleimani». Nel mirino anche Larijani

Nuovi raid dell’aeronautica israeliana hanno colpito nella notte diversi obiettivi in Iran. Tra i possibili bersagli dell’attacco a Teheran ci sarebbe anche Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, nonché il comandante delle forze Basij Gholamreza Soleimani e il leader della Jihad islamica palestinese Akram al-Ajour. Soleimani, secondo l’Idf, sarebbe morto.
Sempre in base a quanto comunicato dalle Forze di difesa israeliane (Idf), gli attacchi hanno preso di mira infrastrutture militari considerate strategiche. L’operazione avrebbe coinvolto decine di velivoli e sarebbe stata condotta sulla base di informazioni di intelligence. Nel mirino sono finiti diversi siti legati alla produzione e al lancio di missili e droni. A Teheran sarebbero stati colpiti centri di comando collegati agli apparati di sicurezza iraniani, tra cui strutture del ministero dell’Intelligence e dei Basij, oltre a depositi e postazioni utilizzate per lo stoccaggio o il lancio di droni e missili balistici.
La situazione
Altri attacchi sono stati segnalati a Shiraz, nel sud-ovest del Paese, dove l’aviazione israeliana avrebbe preso di mira un centro di comando per la sicurezza interna e un sito di lancio di missili balistici. A Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, sarebbero invece stati colpiti sistemi di difesa aerea. Secondo l’esercito israeliano, i raid rientrano in un’operazione più ampia con l’obiettivo di indebolire le capacità militari iraniane e ridurre le minacce contro Israele.
«La scorsa notte sono stati registrati importanti successi nella lotta al terrorismo, che potrebbero influenzare i risultati della campagna militare e le missioni dell’Idf», ha dichiarato questa mattina il capo di stato maggiore Eyal Zamir. «L’Idf continua a operare con vigore contro una serie di obiettivi in Iran. Oltre al continuo danneggiamento e all’erosione delle capacità militari e di produzione industriale, stiamo operando contro elementi delle Guardie Rivoluzionarie e contro gli elementi repressivi del regime», ha aggiunto. Zamir ha annunciato anche l’eliminazione di alti funzionari palestinesi che si trovavano in case sicure a Teheran.
Gli altri fronti
Nel frattempo si intensificano anche le operazioni sul fronte libanese. Le forze della 36ª Divisione israeliana si sono unite alle operazioni terrestri mirate nel Libano meridionale, affiancando la Divisione 91 già presente nell’area. Le Idf spiegano che l’obiettivo è rafforzare una linea di difesa avanzata per eliminare le minacce e aumentare la sicurezza degli abitanti del nord di Israele. In precedenza l’esercito aveva già colpito numerosi obiettivi nella zona con artiglieria e attacchi aerei.
In una nota le forze armate israeliane hanno ribadito che continueranno ad agire contro Hezbollah, accusata di aver preso parte al conflitto al fianco dell’Iran. «Le Idf continueranno ad agire con fermezza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah, che ha deciso di unirsi alla campagna e operare sotto l’egida del regime iraniano. Non permetteremo che venga arrecato danno ai cittadini dello Stato di Israele», si legge nel comunicato.
Il quadro resta in evoluzione e non sono state diffuse informazioni ufficiali sull’eventuale sorte di Larijani né su possibili vittime o danni causati dagli attacchi.
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