Cronaca

Quando il mercato era in piazza delle Erbe: la storia dell’ortofrutta

A Brescia il mercato di frutta e verdura esiste dal Cinquecento, ma è dai primi del Novecento che ha assunto la forma che conosciamo oggi
La vecchia sede del mercato ortofrutticolo in via Lattanzio Gambara - © www.giornaledibrescia.it
La vecchia sede del mercato ortofrutticolo in via Lattanzio Gambara - © www.giornaledibrescia.it

Il commercio di frutta e verdura a Brescia ha origini molto antiche, si trova traccia di un mercato strutturato già nel Cinquecento.

Il mercato moderno

Per limitarci alla storia moderna, a inizio Novecento troviamo la vendita all’ingrosso in piazza delle Erbe (oggi piazza del Mercato) e quella al dettaglio, dominato dalle «rivendugliole», in piazza Duomo.

Nel 1938 troviamo un parente prossimo dell’attuale ortomercato di via Orzinuovi. In quell’anno viene creata la struttura in piazzale Cremona: una prima modernizzazione della vendita di frutta e verdura che anticipa di fatto quello che sarà lo sviluppo in via Lattanzio Gambara, dove l’ortomercato rimarrà fino alle soglie degli anni Novanta.

La storica sede e lo spostamento

La vecchia sede del mercato ortofrutticolo in via Lattanzio Gambara - © www.giornaledibrescia.it
La vecchia sede del mercato ortofrutticolo in via Lattanzio Gambara - © www.giornaledibrescia.it

La storica sede di via Gambara si sviluppa su un’area di quasi 8mila metri quadri, due gallerie e 55 magazzini. Negli anni Sessanta si inizia a pensare ad una sistemazione più adeguata, ma le gestazione è incredibilmente lunga. Dopo decenni di attesa, caratterizzati anche da scontri politici non da poco, la nuova struttura è pronta nel 1985. Ma le polemiche sono pronte a riprendere fiato, tanto che l’attività potrà iniziare (dopo continui rinvii e problemi) soltanto sul finire del 1988.

Viaggio all’ortomercato

E oggi? Arance più dolci e altre leggermente più aspre. Limoni incredibilmente profumati, morbidi e succosi. Carciofi giganteschi con gambo e foglie toniche, segno che il taglio dal campo è questione di poche ore. Il viaggio all’ortomercato è un’esperienza carica di fascino e sorprese, ma soprattutto è la felice riscoperta che frutta e verdura che sanno di frutta e verdura esistono ancora. È tutt’altro che scontato, e non perché ci si voglia accodare alla logora lamentela del «si stava meglio quando si stava peggio».

Il popolo insoddisfatto dagli attuali prodotti ortofrutticoli è particolarmente numeroso, un sondaggio dell’Osservatorio Ismea-Agroter ha certificato che stiamo parlando di quasi un terzo degli italiani. Attenzione però, non stiamo parlando di una insoddisfazione soggettiva, ma una realtà scientificamente provata. I sistemi di produzione intensiva hanno influito sull’aroma di questi alimenti che è andato peggiorando dal Dopoguerra fino a oggi. I fertilizzanti impiegati nei campi, la coltivazione in serra, la catena del freddo e lunghi viaggi per il trasporto hanno innescato quello che viene definito «l’effetto diluizione»: più un frutto o una verdura saranno grandi e belli esteticamente, meno intenso sarà il loro sapore e ridotta sarà la presenza di sostanze nutritive. Ma la qualità esiste ancora, basta cercarla e la si trova.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Domenica

Rubriche, commenti, approfondimenti e idee da leggere con calma, quando e dove vuoi.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
"Il capo sono io!" in edicola con il GdB"Il capo sono io!" in edicola con il GdB

I 53 sbagli che ostacolano la tua leadership in azienda (e come evitarli)

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Sponsorizzato«Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda»«Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda»

Dal 12 settembre al 6 dicembre 2026, la mostra che racconta come Venezia, nell’eleganza del Settecento, dettava lo stile tra arte, moda e cinema