Cronaca

Quando si deve o quando si vuole: quando è giusto andare in pensione?

In due lettere ricevute dal direttore del Giornale di Brescia, si lamenta il fatto che, secondo la legge italiana, il dipendente pubblico che ha raggiunto i limiti di età sia obbligato a smettere di lavorare anche se non vuole. Voi cosa ne pensate?
La previdenza pubblica italiana è gestita principalmente dall'Inps
La previdenza pubblica italiana è gestita principalmente dall'Inps

Il 28 luglio il direttore del Giornale di Brescia Giorgio Bardaglio ha ricevuto la lettera di un gruppo di 42 studenti ed ex studenti – «di età compresa tra i diciannove e i cinquantaquattro anni» – che lamentavano quella che a loro dire poteva essere considerata «un’ingiustizia». Si tratta di questo: il loro insegnante di storia e filosofia del liceo, Franco Manni, dovrà andare in pensione, avendo raggiunto l’età in cui è possibile smettere di lavorare, 67 anni. Il docente, però, non vuole andare in pensione: ma non può non andarci, dal momento che, spiegano gli studenti e gli ex allievi, in Italia la legge impone ai dipendenti pubblici di cessare l’attività lavorativa una volta raggiunti i limiti di età. 

E questa è, a loro dire, l’ingiustizia: lo stimato professore vorrebbe continuare a insegnare – al punto che ha anche fatto ricorso contro il decreto di pensionamento al giudice del lavoro, perdendolo – eppure non può. Lo stesso professore, in una lettera arrivata oggi, ha ribadito la sua posizione: da quando la legge è stata introdotta l’aspettativa di vita è aumentata (secondo l’Istat nel 2026 in Italia è di 83,4 anni) e non è quindi giusto che, scrive, attraverso un limite anagrafico, si impedisca «la conservazione del conservazione delle professionalità e lo svolgersi delle vocazioni».

Alla posizione del docente e dei suoi studenti, però, se ne potrebbe opporre un’altra, sostenuta nella sua risposta alla prima lettera dal direttore del Giornale di Brescia: la pensione non è un’ingiustizia – al massimo, se non si volesse smettere di insegnare, potrebbe essere «l’opportunità di seminare cultura altrove» – ed è inoltre giusto smettere di lavorare per lasciare spazio ai giovani

Non essere costretti ad andare in pensione se non si vuole oppure accettare di lasciare il posto a nuovi lavoratori: secondo voi cos’è giusto? Diteci la vostra.  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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