Cronaca

Protesta operai a Pontoglio: «Controlli sui subappalti più costanti»

Angelo Deldossi, presidente di Ance Brescia: «La qualificazione delle imprese è fondamentale, e la disciplina normativa va semplificata»
Paola Gregorio
Le forze dell'ordine intervenute ieri nel cantiere di Pontoglio - © www.giornaledibrescia.it
Le forze dell'ordine intervenute ieri nel cantiere di Pontoglio - © www.giornaledibrescia.it

«Ci sono tre voci da tenere presenti: qualificazione, semplificazione delle norme e controlli efficaci. Il subappalto in edilizia non va demonizzato perché è ormai inevitabile vista la specializzazione sempre più importante del settore. È impossibile che un’impresa abbia all’interno tutte le specializzazioni».

Commenta così Massimo Angelo Deldossi, presidente di Ance Brescia, la vicenda degli operai di una ditta subappaltatrice che ieri hanno protestato per alcune ore in un cantiere di Pontoglio perché non era stato loro pagato tutto il compenso per il lavoro del mese di luglio.

Le norme

«Proprio per quello che dicevo – prosegue Deldossi – è indispensabile la qualificazione delle imprese che deve fare la differenza. Qualità significa certificazioni, esperienza, modalità organizzative tracciabili e dimostrabili». E poi c’è tutto il tema delle norme e delle regole. «C’è abbondante disciplina normativa anche sul controllo dei subappalti tanto da essere ridondante – sottolinea Deldossi –. Va semplificata perché le complicazioni portano le imprese serie ad andare in difficoltà per rispettare le norme mentre quelle poco serie prendono scorciatoie».

La protesta degli operai sul tetto a Pontoglio
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La protesta degli operai sul tetto a Pontoglio

I controlli

Infine i controlli. «Ne servono di più e più costanti – dice Deldossi –. Mancano gli ispettori ed è un rafforzamento che lo Stato deve fare. Non dimentichiamo poi il ruolo in edilizia degli enti bilaterali che fanno molto sul tema della sicurezza e dei controlli. A Brescia ad esempio è nato uno strumento, Check, per il monitoraggio delle imprese al quale possono accedere aziende, committenti, amministratori. Anche nel caso di Pontoglio – aggiunge – potrebbe essere che l’azienda subappaltatrice che ha creato il problema non sia edile. E questo fa la differenza, perché capita che nei subappalti ci siano imprese non edili e che quindi non applicano il sistema di norme e di controlli dell’edilizia. In cantiere deve entrare solo chi ha le competenze ed è edile a tutti gli effetti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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