Cronaca

In Tribunale con 9 proiettili nello zaino: «La borsa è di mio zio»

L’uomo, denunciato per porto abusivi di munizioni, doveva chiedere un certificato per cercare lavoro: fino ad ora era incensurato
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

I proiettili che erano nascosti nel doppiofondo della zaino
I proiettili che erano nascosti nel doppiofondo della zaino

Regolare in Italia da diversi anni. Incensurato. Senza segnalazioni in passato per la partecipazione a manifestazioni o presidi, senza affiliazioni politiche che si conoscano, senza contatti con gruppi organizzati. Resta una figura ancora tutta da decifrare il 31enne di origini irachene, titolare dello status di rifugiato, denunciato dai carabinieri del Nucleo Tribunale dopo che ha cercato di introdurre nel Palazzo di Giustizia di Brescia una borsa all’interno della quale, in un doppiofondo, erano nascosti nove proiettili calibro 9x19 parabellum.

Gli accertamenti

Per lui, al termine di tutti gli accertamenti espletati e delle perquisizioni, personale e domiciliare, cui è stato sottoposto è scattata la denuncia per porto abusivo di munizioni. Per il resto il suo comportamento è sempre stato tranquillo e collaborativo, anche se non ha fornito giustificazioni convincenti, e le ispezioni dell'appartamento in cui vive con il fratello minorenne in provincia di Bolzano non hanno portato a rinvenire armi, altre munizioni e neppure materiale considerato in qualche modo sospetto.

Il controllo

L’allarme è scattato ieri mattina attorno alle 10.45 quando l’uomo, ha provato a superare i varchi di accesso al Palazzo di Giustizia presidiati dalla Sicurezza del Cittadino gruppo Civis. Le guardie giurate hanno chiesto all’uomo, che si guardava in giro come per cercare informazioni, dove dovesse andare e mentre lui rispondeva «casellario giudiziario» la sua tracolla ha fatto suonare il metal detector che ispeziona ogni borsa in entrata nel palazzo. In un attimo gli addetti alla vigilanza e i carabinieri del nucleo hanno portato l’uomo in un ufficio e ne hanno esaminato i documenti mentre la borsa veniva perquisita: per trovare riscontro alle immagini del lettore ai raggi X è stato necessario tagliare il fondo dello zaino, ma i nove colpi 9x19 erano effettivamente lì. Un’analisi balistica spiegherà di che marca ed eventualmente di quale fornitura.

Al Palagiustizia è arrivata una pattuglia del Radiomobile che ha trasferito il sospetto in caserma mentre i colleghi hanno, come prassi in questi casi anche se l’uomo non ha neppure superato il portale d’ingresso, verificato che non ci fossero altri pacchi sospetti nei bagni o nelle aule del pian terreno e di tutte le zone accessibili senza badge di sicurezza.

Davanti ai militari il 31enne ha spiegato di essere a Brescia in cerca di lavoro e di essere intenzionato a trasferirsi in città con suo fratello minorenne. Era infatti in Tribunale per chiedere il certificato sui carichi pendenti necessario a compilare le domande di assunzione. Rispetto alla borsa e ai proiettili ha detto di non saperne niente, «quello zaino me lo ha prestato un mio zio».  Sono in corso accertamenti anche su tutti gli altri parenti e conoscenti dell’uomo in Italia e all’estero, per escludere eventuali collegamenti con gruppi armati o politicizzati o bande criminali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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