Prevalle, trovati 700 reperti del Paleolitico sul monte Budellone
Il Paleolitico ci parla attraverso i reperti: oltre settecento, di eccezionale interesse scientifico, sono stati riportati alla luce, in sole due settimane, gli archeologi che hanno partecipato alla campagna di scavo del monte Budellone che si è conclusa proprio in questi giorni.
Lo scavo
«Abbiamo trovato manufatti di selce e frammenti ossei di cervo, bisonte, lupo e orso – fanno sapere i ricercatori –. Un quantitativo così elevato consente di collocare questo sito tra i più importanti del Paleolitico medio dell’Italia nordoccidentale, insieme a quello della cavità di Ciota Ciara, nel Vercellese».
L’area indagata è localizzata lungo la falesia meridionale del Budellone, in una zona soggetta a forte erosione. Proprio per tale motivo la Soprintendenza, con il contributo del Comune di Prevalle, aveva disposto, nell’autunno del 2023 e nella primavera di quest’anno, due interventi d’emergenza. Se il primo aveva avuto come obiettivo la pulizia del tetto del deposito e il conseguente recupero di centinaia di oggetti in selce e resti faunistici, con il secondo si era, invece, proceduto alla rimozione di alcuni grandi blocchi di crollo e di piccoli nuclei colluviali, ossia formati con i detriti accumulatisi nel tempo, in modo da liberare una superficie di circa sette metri quadrati.
Lo scavo dei giorni scorsi ha portato, come si diceva, a numerosi ritrovamenti di notevolissima rilevanza, che si aggiungono, peraltro, a quelli del Büs dei làder, grotta sempre ubicata sulle pendici del Budellone. Qui nel 2023, insieme ad abbondanti ossi di animali e frammenti di carbone, erano state rinvenute schegge in selce riferibili al Paleolitico superiore, e quindi all’Homo sapiens.
La squadra
All’intervento appena concluso hanno partecipato stabilmente, al fianco di Marco Baioni, direttore di scavo oltre che del Museo archeologico della Vallesabbia, il direttore scientifico Nicolò Fasser dell’università di Ferrara, il direttore tecnico, l’archeozoologo Fabio Bona, e l’assessore all’ambiente del Comune di Prevalle Paolo Burlon, che si è occupato del coordinamento logistico. Costante è stato il supporto di Cristina Longhi della Soprintendenza, così come preziosa la collaborazione di un gruppo di studenti delle università di Ferrara, Milano e Verona.
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