Prevalle, tra storia e fede San Zenone celebra 100 anni di arcipretale

Enrico Giustacchini
La presentazione del volume su don Lodrini apre domani i festeggiamenti del centenario
La facciata della chiesa di San Zenone - Foto © www.giornaledibrescia.it
La facciata della chiesa di San Zenone - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Un secolo da parrocchia arcipretale. Correva l’anno 1926 quando l’allora vescovo di Brescia, Giacinto Gaggia, elevava alla dignità di arciprete il parroco di San Zenone e conferiva, di conseguenza, analoga dignità alla parrocchia.

Il programma

Il centenario del riconoscimento viene festeggiato in questi giorni a Prevalle con una serie di iniziative promosse dal parroco attuale, don Fabrizio Gobbi, a cominciare dalla presentazione, domani, di un volume sulla figura di don Eugenio Lodrini, il primo degli arcipreti di San Zenone.

Sabato 25 aprile, invece, alle 20.45 la chiesa ospiterà un’elevazione spirituale in musica, che vedrà esibirsi la locale Schola cantorum e, un quintetto d’archi e organo, con la direzione del maestro Paolo Ragnoli.

Domenica 3 maggio, infine, alle 18 è prevista una solenne celebrazione eucaristica, che sarà presieduta dal vescovo Pierantonio Tremolada e durante la quale verrà inaugurato il nuovo impianto di illuminazione della chiesa. Seguirà, alle 19, la processione mariana lungo le vie, accompagnata dalle note della banda cittadina; alle 20, nei locali dell’oratorio, ci sarà la «Festa della riconoscenza», dedicata a tutti i collaboratori parrocchiali.

Il volume

Si diceva del libro su don Lodrini che verrà presentato al pubblico domani. A parlarne sarà l’autore, lo storico prevallese Paolo Catterina, con l’intervento del maestro Silvio Poli, che eseguirà dal vivo alcuni brani. Il volume, intitolato «Il parroco arciprete e la chiesa arcipretale», è frutto di un’accurata ricerca che si è avvalsa di molteplici fonti ed è arricchito da fotografie e documenti inediti.

Don Lodrini

Quando venne nominato arciprete, il sacerdote era parroco di Goglione sotto – come si chiamava allora il paese – da venticinque anni, e avrebbe proseguito nel suo apostolato per altri sette, e cioè fino alla morte. Fu grazie a lui che la chiesa di San Zenone poté beneficiare di rilevanti migliorie, con nuove decorazioni, un nuovo concerto campanario e il restauro di opere d’arte. Sempre per sua iniziativa vennero avviate in loco realtà come il Terz’ordine francescano e l’Azione cattolica, quest’ultima poi di lì a breve sciolta dal regime fascista.

«Don Eugenio – sottolinea Catterina - è stato però soprattutto un prete buono, amatissimo dai parrocchiani. Un prete sempre dalla parte degli umili e di chi aveva più bisogno di assistenza e di conforto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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