Cronaca

«Preti dimezzati in 30 anni: Unità pastorali per salvare le parrocchie»

Il provicario generale Tartari: «La Diocesi bresciana è tra le prime ad aver intercettato la crisi». L’obiettivo è arrivare a cento
Visitazione di Maria: l'Unità coordinata da don Marco Mori - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Visitazione di Maria: l'Unità coordinata da don Marco Mori - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Quasi cinquecento parrocchie da gestire, un clero in costante calo con l’età media arrivata a 65 anni e un calendario delle celebrazioni (soprattutto) domenicali rimasto legato a quando il gregge dei fedeli era mastodontico. E poi ci sono le incombenze amministrative in continuo aumento che richiedono competenze sempre più specifiche. Per non parlare dell’impressionante quantità di immobili da gestire. Sono solo alcuni dei temi sul tavolo del vescovo Pierantonio Tremolada, emersi in tutte le loro sfaccettature durante il convegno diocesano dello scorso aprile.

La sintesi (e un anticipo delle strade da percorrere) è nella lettera «Camminiamo nella luce del Signore» che Tremolada ha scritto in questi giorni: sarà la base per le discussioni e riflessioni del tradizionale convegno del clero quest’anno in programma il 15 e 16 settembre. Perché per far affrontare la crisi della vita in forma aggregata la Diocesi di Brescia ha deciso di riorganizzarsi attraverso strutture nuove, a partire dalle Unità pastorali e dalle nuove zone pastorali.

I numeri

«Oggi le parrocchie bresciane sono 472. Nessuna è mai stata soppressa e non c’è l’intenzione di farlo, ma serve una nuova collaborazione stabile nella forma dell’unità pastorale». Mons. Carlo Tartari, provicario generale, parte da un dato: 618 preti, 202 dei quali sopra i 72 anni. «Fino a 30 anni fa eravamo circa un migliaio. Prima in una parrocchia c’era un parroco, un curato, un presbitero più anziano delegato alle associazioni, magari anche uno in pensione che collaborava. Oggi tutto questo non è più possibile. Forse abbiamo appoggiato troppo sul protagonismo dei preti. Da qui nasce l’esigenza di un modello organizzativo diverso».

Così a Brescia nascono, già 14 anni fa in occasione del 29esimo Sinodo diocesano del 2012, le Unità pastorali – gruppi di parrocchie vicine che collaborano in modo stabile e organizzato per svolgere insieme le attività religiose e sociali. La prima a nascere è stata quella del centro storico di Brescia, poi è arrivata Botticino.

«È anche un modo per far incontrare le persone e per superare forme di campanilismo. Dobbiamo avere uno sguardo più ampio e creare alleanze perché la parrocchia da sola non è più in grado di rispondere alle esigenze del nostro tempo», spiega mons. Tartari. Eppure non è semplice far accettare il nuovo corso all’interno delle comunità e delle parrocchie stesse. «Resistenze oppositive non ce ne sono state. In alcuni contesti ci vuole più tempo per capire in modo non teorico ma esistenziale che l’Unità pastorale dà un valore aggiunto. Ricordo parrocchie piccole che all'inizio hanno vissuto l’avvio con grande fatica, ma oggi si sono ricredute perché ad esempio si fanno attività per i giovani che mancavano da anni. Questo ci aiuta molto più di tanta teoria».

Il percorso

Oggi le Unità pastorali istituite nel Bresciano sono 38, ma l’obiettivo è di arrivare a cento in pochi anni. «Non è un numero teorico. Quando il sinodo si è espresso lo ha prefigurato come quello adatto per la grandezza e la complessità del nostro territorio». E alla domanda se sia un obiettivo realistico, Tartari risponde: «È plausibile che nei prossimi sei anni si possa arrivare al completamento delle Unità pastorali, il trend è questo. Molte parrocchie sono già ad un livello avanzato di collaborazione e riflessione».

Certo, non tutte le parrocchie entreranno nelle unità pastorali. «Cambiano le dinamiche di progetto anche in base alla geografia, perché nella Bassa ci sono centri grandi come Ghedi e Chiari, mentre nelle valli ci sono tante parrocchie più piccole che lavoreranno in sinergia». Di certo la Diocesi di Brescia ha dedicato una delle azioni più forti che potesse su questa grande rivoluzione della Chiesa ed è stata tra le prime a farlo.

Oggi il vescovo Tremolada ha decretato anche una riorganizzazione delle zone pastorali, che da 32 passano a 20. È un allargamento del territorio che ridefinisce omogeneità tra le aree e dunque semplificazione nella creazione di nuove Unità pastorali. Ad ottobre, invece, si terrà l’elezione dei nuovi 20 vicari zonali che accompagneranno il cammino. Il percorso ormai inesorabile delle Unità pastorali porta necessariamente anche a una ridefinizione delle attività, che il vescovo non teme di affrontare.

Le sfide

«Dovremo interrogarci con molta serietà e con coraggio sul numero e gli orari delle celebrazioni domenicali nelle nostre Parrocchie e nelle altre chiese», ha detto nella lettera alla Diocesi. Ma tra i temi sul suo tavolo c’è anche quello dell’amministrazione dei beni, «essi non sono un tesoro da accumulare ma uno strumento da usare con sapienza evangelica e sensibilità ecclesiale, senza attaccamento, in spirito di comunione e di solidarietà, in un contesto di grandi trasformazioni», così era stato detto al convegno.

La chiesa di Sant'Agata nella prima unità pastorale costituita - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
La chiesa di Sant'Agata nella prima unità pastorale costituita - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it

Due le parole guida che indica il vescovo: sobrietà e trasparenza. Precisamente: «Valorizzare l’esistente, riutilizzando e rigenerando gli ambienti presenti, nella convinzione che ciò che ora abbiamo sia sufficiente per far fronte alle attuali necessità, senza ulteriori costruzioni».

Come primo atto concreto partirà una «ricognizione completa del patrimonio immobiliare (terreni e fabbricati) delle Parrocchie e di tutti gli enti ecclesiastici soggetti a vigilanza del vescovo». L’obiettivo è «orientare la gestione e la cessione del patrimonio immobiliare in eccedenza rispetto alle esigenze pastorali delle Parrocchie».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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