Più vivo che mai: il presepe vivente di Nuvolera si farà

Alcune voci di paese davano per finito il presepio vivente di Nuvolera dopo 30 edizioni. Sarebbe stato un vero peccato e, invece, grazie al buon senso, alla volontà di alcuni vecchi volontari con l’inserimento di forze nuove, il presepio è ritornato con più entusiasmo e con idee più chiare. Una decisione ben accolta dall’Amministrazione comunale.
Chiarite le piccole e futili diatribe e formato un Consiglio direttivo, con tanto di atto notarile, è stata ufficializzata la figura del presidente nella persona di Tarcisio Sgotti con la sua vice Chiara Bonini, due cassiere e nove consiglieri che saltuariamente si trovano in una sala dell’oratorio del paese. Sgotti, classe 1946, imbianchino in pensione, ha le idee chiare sul presepio, dopo averne studiato a fondo la storia.
La storia
A Nuvolera, l’idea del presepio vivente era nata in un bar durante le vacanze estive. Una sfida contro il tempo, vista la breve distanza dal Natale e nulla ancora di concreto. Trovato il posto ideale ai piedi della collina alle spalle del centro sportivo, su area comunale data in concessione, i volontari armati di entusiasmo e voglia di fare, in pochi mesi avevano costruito un vero villaggio idoneo alla rappresentazione natalizia del presepio. Il successo iniziale aveva dato sprone per gli anni successivi migliorando ulteriormente sia nel numero di capanne sia nel numero dei figuranti. La coraggiosa scelta aveva dato ragione a Tarcisio e compagni, tanto che questo Natale vedrà la nascita della trentunesima edizione.
L’impegno

«In tanti pensano che il presepio sia limitato al periodo dicembre-gennaio – ha spiegato il presidente Sgotti –, ma il lavoro nel tenere in ordine migliaia di metri quadrati della collina, gli impianti, le capanne e tutti il resto, vede impegnate diverse persone per quasi tutto l’anno. In più bisogna anche controllare le incursioni notturne di chi si diverte a vandalizzare. Comunque il nostro impegno è stato e sarà sempre per il bene di questa realtà che ogni anno vede sempre più la presenza di visitator».
Un villaggio che rispecchia la realtà di un tempo, con capanne con i mestieri di una volta, con figuranti vestiti, confezionati dalle volontarie, con abiti adeguati fino a raggiungere la capanna del bue e asinello con la Madonna e San Giuseppe con il piccolo Gesù Bambino. Prima rappresentazione a Natale, dalle 15.30 alle 18, poi il giorno dopo e tutte le giornate festive fino all’11 gennaio. Un vero spettacolo che merita di essere visitato, tanto che da quest'anno è stato inserito e consigliato nel catalogo del Touring club italiano, tra i presepi migliori della Lombardia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
