Cronaca

Prelevò milioni dai conti amministrati: «Ho tenuto solo 120mila euro»

Maurizio Nostro è accusato di peculato e riciclaggio: «Ho usato i soldi di uno per pagare le spese di un altro»
Guardia di Finanza al lavoro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Guardia di Finanza al lavoro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Non li ha usati per se ma per gli altri soggetti affidati alle sue cure. Praticamente tutti. Nelle sue tasche, a suo dire, sono rimasti solo 120mila euro degli oltre due milioni che invece gli contesta la Procura della Repubblica.

Maurizio Nostro, l’amministratore di sostegno a processo per peculato per aver speso denaro dei soggetti che gli erano affidati in modo diverso da quello stabilità dal decreto che lo nominava, ha scelto di farsi ascoltare dal Gup Angela Corvi nel procedimento scaturito da un’indagine della Guardia di Finanza, messo in movimento dalle denunce dei parenti delle vittime che si erano accorti degli ammanchi.

Assistito dall’avvocato Vanni Barzellotti, il 64enne commercialista ha spiegato, presentando una ricca memoria difensiva, di aver avuto problemi di gestione e organizzazione tra le molte pratiche che seguiva e che per questo ha «usato i fondi di una persona per saldare i conti di un’altra, dal conto di un soggetto ho pagato il funerale di un altro che nel frattempo era deceduto» garantendo però che tutte le necessità degli amministrati sono state coperte. Con decisione dunque respinge di aver usato per le proprie spese gli oltre due milioni spariti dai conti che gli sono contestati ma di aver trattenuto solo 120mila euro.

Le accuse

Una versione che punta a ridimensionare la sua posizione e le responsabilità per gli ammanchi registrati ma che è diametralmente opposta alla ricostruzione dei sostituti Marzia Aliatis e Donato Greco che lo chiamano a rispondere, oltre che di peculato, anche di riciclaggio, falso in atto pubblico e rifiuto di atti di ufficio.

Secondo le indagini infatti il commercialista, che è stato arrestato nel marzo dello scorso anno, produceva rendicontazione falsificata per coprire i buchi creati dalla sua gestione, ma rifiutava anche di presentare i documenti contabili richiesti.

Mentre la Guardia di Finanza indagava e raccoglieva elementi per trovare riscontri o smentite a quanto dichiarato dai familiari delle persone amministrate da Maurizio Nostro accadde un episodio che impose una netta accelerazione alle attività. Gli inquirenti infatti si accorsero che il 64enne stava cercando di immatricolare una barca in Croazia. Una circostanza evidentemente sospetta che aveva portato a chiedere e ottenere un sequestro d’urgenza. Le Fiamme Gialle hanno bloccato 2,2 milioni di euro, due case, un garage, una moto, due auto e appunto la barca. Nella prossima udienza, in calendario il 12 febbraio, sono previste le richieste delle parti. 

A denunciare il professionista erano stati anche i nipoti di un sacerdote che avevano trovato un buco da quasi 400mila euro nei conti del loro parente quando era deceduto.

L’inchiesta non è stata archiviata dal Gip che ha disposto nuove indagine ma a distanza di un anno i familiari del sacerdote sono in attesa di capire gli sviluppi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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