Cronaca

Commercialista indagato, i soldi rubati anche ad anziani e disabili

Il 63enne bresciano era custode giudiziale, amministratore di sostegno e curatore
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

L'operazione della Guardia di Finanza - © www.giornaledibrescia.it
L'operazione della Guardia di Finanza - © www.giornaledibrescia.it

Erano soldi di anziani o disabili. Fondi, beni o immobili di aziende in fallimento. Disponibilità che gli erano state affidate nel suo ruolo di custode giudiziale, amministratore di sostegno oppure curatore fallimentare e che, secondo la Guardia di Finanza, ha invece usato per le proprie spese personali. Dai conti delle persone e delle aziende che gli erano affidati infatti ha fatto partire bonifici a suo favore, ha effettuato prelievi ma ha anche venduto immobili e smobilitato investimenti senza mai versare il ricavano nei conti dei legittimi proprietari.

Nelle scorse ore le Fiamme Gialle bresciane hanno eseguito un sequestro urgente nei confronti di un commercialista bresciano di 63 anni che è indagato per peculato, rifiuto di atti di ufficio, falso in atto pubblico e autoriciclaggio commessi nell’esercizio dell’ufficio di curatore fallimentare o amministratore di sostegno.

Gli ammanchi

La situazione è emersa quando i familiari di un assistito dal commercialista bresciano, dopo la sua morte, hanno scoperto che il conto corrente era stato prosciugato e hanno presentato denuncia alla Guardia di Finanza di Desenzano.

L’indagine ha permesso di ricostruire le operazioni svolte dal professionista nel periodo tra il 2015 e il 2024 e i finanzieri stimano che l’uomo si sia messo in tasca oltre due milioni di euro. Denaro usato per spese personali e non nell’interesse dei suoi assistiti. Non solo. Alle richieste di rendicontazione delle spese sostenute con i conti a lui affidati e della gestione dei beni che aveva in custodia ha fornito al Tribunale, che gli conferiva gli incarichi, documenti contabili contraffatti.

Scoperto il meccanismo, la Procura della Repubblica, con i sostituti Donato Greco e Mazia Aliatis, ha deciso di procedere con un sequestro urgente per evitare che il patrimonio venisse occultato o disperso prima che venisse ottenuto un provvedimento ordinario. Sono così stati apposti i sigilli a due case, un garage, una moto, una barca e due auto ma non sono stati trovati contanti anche se, dai tabulati dei conti corrente, risultano molti ingenti prelievi.

Secondo chi indaga sono una decina le vittime del sistema del commercialista bresciano ma sono al vaglio tutte le operazioni che ha svolto negli ultimi anni e non è escluso che la lista delle vittime possa allungarsi così come l’ammontare degli ammanchi che gli viene imputato. Il provvedimento di sequestro è già stato convalidato dal Gip.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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