Erano partiti da Brescia sabato mattina, pronti ad affrontare insieme sette giorni di cammino lungo i sentieri delle Orobie bergamasche. Dodici escursionisti esperti, ben equipaggiati e uniti dalla stessa passione per la montagna. Il trekking si è però interrotto tragicamente nella tarda mattinata di ieri, quando Adele Anna Federici, 59 anni, residente a Cellatica, è precipitata tra le rocce nella zona del lago di Coca, a circa 2100 metri di quota.
La dinamica
La donna, che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 30 dicembre, partecipava all’escursione organizzata dalla Commissione Escursionismo della sezione di Brescia del Club alpino italiano. La caduta si è verificata lungo un tratto particolarmente impegnativo del percorso. Gli altri componenti del gruppo hanno assistito impotenti all’incidente e hanno immediatamente chiesto aiuto. La chiamata al Numero unico di emergenza 112 è arrivata pochi minuti prima delle 13. La centrale operativa ha attivato la stazione di Valbondione del Soccorso alpino e speleologico e disposto l’intervento della prima eliambulanza disponibile, decollata da Bolzano.
In un primo momento l’allarme era stato classificato in codice giallo, perché non era ancora chiara la gravità dell’accaduto. Le difficoltà nelle comunicazioni dalla zona dell’incidente hanno reso più complessa la ricostruzione di quanto fosse successo. Quando i soccorritori hanno raggiunto il gruppo, per Adele Anna Federici non c’era ormai più nulla da fare. Il personale sanitario ha constatato il decesso della donna e informato i carabinieri della Compagnia di Clusone, che hanno a loro volta avvisato il magistrato. Ottenuto il nullaosta, la salma è stata recuperata. Gli operatori del soccorso si sono quindi occupati degli altri escursionisti. Gli undici compagni di Adele Anna Federici erano profondamente scossi e sono stati riaccompagnati a valle.
L’escursione
Il gruppo aveva lasciato Brescia in pullman sabato di buonora per partecipare al «Trekking delle Orobie bergamasche» riservato a escursionisti esperti. Il tratto compreso tra i rifugi «Baroni al Brunone» e «Merelli al Coca» è classificato come un percorso severo, tra pietraie, passaggi esposti e ambienti di alta montagna. La prima giornata aveva portato la comitiva da Carona al rifugio «Fratelli Longo», dopo circa sei ore di cammino e mille metri di dislivello. Chi li aveva incontrati lungo il percorso ne aveva sottolineato la preparazione, il buon passo e l’equipaggiamento adeguato.
Domenica avevano quindi raggiunto il rifugio «Baroni al Brunone», a 2297 metri di quota, affrontando un’altra tappa di circa sei ore e anche un acquazzone improvviso, senza perdere l’entusiasmo per l’esperienza. Adele Anna Federici aveva trascorso lì la sua ultima notte, circondata dalle montagne che amava. Ieri mattina il gruppo era ripartito per la terza tappa, diretta al rifugio «Merelli al Coca». Il programma prevedeva poi i pernottamenti al «Curò», al «Tagliaferri» e al «Passo Vivione», prima della discesa verso Capo di Ponte e del rientro a Brescia in treno.
Le prime ore di cammino erano trascorse senza problemi. Poi, nella zona del lago di Coca, l’incidente che ha spezzato il viaggio e la vita della cinquantanovenne. Restano il dolore dei compagni e il ricordo delle tante escursioni, delle vette raggiunte e delle giornate trascorse in quota.
Lascia due figli
La comunità di Cellatica è sconvolta per la tragica scomparsa di Adele Anna Federici, morta durante un'escursione in montagna. Aveva 59 anni: era nata a Brescia il 30 dicembre 1966, e cresciuta a Cellatica. Viveva nella frazione Fantasina. Un dolore improvviso e lacerante ha travolto i figli Martina, classe 1995, oggi in dolce attesa, e Paolo, nato nel 1999, ai quali in queste ore è arrivato l'abbraccio dell'intera comunità.
Chi la conosceva la descrive come una persona schiva e riservata, lontana dai riflettori, ma animata da una grande curiosità e da una sincera passione per tutto ciò che riguardava la natura, la cultura, la scienza e lo sport. Numerosi i messaggi di cordoglio e vicinanza, in particolare da parte degli amici e delle amiche dei due figli, entrambi molto conosciuti in paese. Adele amava la natura e la bicicletta, tanto da definirsi «ciclista nel cuore, nella testa e nel fisico».
La musica aveva occupato un posto importante nella sua vita. Da giovane aveva frequentato l'Accademia musicale Zerootto di Cellatica. Si era avvicinata alla viola e agli strumenti ad arco. Un interesse coltivato con costanza, che l'aveva portata anche a esibirsi in pubblico in diverse occasioni. Sul piano professionale lavorava all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna di Brescia come tecnico di laboratorio chimico e biologico ed era decana del reparto Latte. Un'attività svolta con professionalità, che l'aveva portata a partecipare anche a momenti di divulgazione scientifica. Tra i più recenti, un intervento dedicato alla qualità del latte bovino nell'ambito della Fiera Agricola Zootecnica di Montichiari. Un profilo umano fatto di semplicità, passione e autenticità, che oggi lascia un vuoto profondo tra familiari, amici e quanti hanno avuto modo di conoscerla.



