CronacaGarda

Precipita dalla Rocca di Manerba: addio ad Arturo Saxinger

Alice Scalfi
Per il 71enne, residente a Sirmione, non c’è stato nulla fare: inutili i soccorsi
La Rocca di Manerba e, nel tondo, Arturo Saxinger - © www.giornaledibrescia.it
La Rocca di Manerba e, nel tondo, Arturo Saxinger - © www.giornaledibrescia.it
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Un passo in più, poi il vuoto. La Rocca di Manerba, ancora una volta, si prende una vita. Stavolta è quella di Arturo Saxinger, 71 anni, caduto oggi pomeriggio lungo uno dei tratti più scoscesi della riserva.

Mancava poco alle 16.30 quando tutto è successo, sotto gli occhi della figlia, medica al Pronto soccorso del Civile a Brescia. La chiamata ai soccorsi è partita subito, lanciata proprio da lei e da altri escursionisti presenti in zona. In pochi minuti la Rocca si è riempita di sirene e voci: Vigili del fuoco di Salò, Soccorso alpino della Valsabbia, carabinieri di Manerba, ambulanza dei volontari di Garda Emergenza ed elisoccorso decollato da Brescia.

Erano tutti lì, chiamati a un intervento rapido quanto complicato, in un’area dove basta davvero poco per perdere l’equilibrio. E quando succede, è difficile che ci sia margine. Saxinger è finito a terra dopo una caduta di diversi metri. Le cause sono in corso di accertamento, ma resta il fatto: un sentiero che non perdona distrazioni. Per lui non c’è stato nulla da fare, il corpo è stato recuperato dai Vigili del fuoco.

Chi era

Il suo nome è tutt’altro che sconosciuto sul lago di Garda e in particolare a Sirmione, il paese dove viveva con la moglie e i due figli, Nicole ed Erik.

Per 39 anni ha lavorato all’interno dell’ufficio tecnico delle Terme di Sirmione, accompagnando da vicino l’evoluzione dell’azienda e diventando nel tempo una figura di riferimento. Un percorso lungo, costruito con continuità e competenza, che lo aveva portato a ricoprire ruoli di responsabilità. Alle Terme lo ricordano come «una persona seria, di grandissima fiducia, che ha accompagnato l’azienda per tanti anni all’interno dell’ufficio tecnico». Un profilo solido, affidabile, di quelli su cui si poteva contare senza bisogno di troppe parole.

Lo stesso ricordo arriva anche da chi ha condiviso con lui anni di lavoro. «È una notizia tremenda», dice Patrizia Vassalini, presidente del gruppo Seniores, il sodalizio che riunisce gli ex dipendenti delle Terme di Sirmione. «Era serio, professionale e disponibile. Una persona presente, attenta, capace anche di portare un sorriso senza mai perdere il senso del proprio ruolo».

Abitudini

Un legame, quello con i colleghi, rimasto vivo anche dopo la pensione, raggiunta ormai da alcuni anni. È trascorsa appena una settimana da quando Vassalini e altri ex colleghi avevano avuto modo di incrociarlo.

Tra le sue abitudini più consolidate c’erano l’impegno in parrocchia, dove era una presenza costante, e la montagna: aveva una casa a Folgaria e amava camminare, tornare sui sentieri, ritagliarsi tempo all’aria aperta. Proprio come oggi, quando si è consumata la tragedia, lungo i percorsi della Rocca. Nelle prossime ore si attendono indicazioni sulla data dei funerali.

Il precedente

Non è la prima volta che quell’area si trova al centro di un episodio simile. Lo scorso 16 gennaio, sempre alla Rocca, aveva perso la vita un 65enne di Lonato, Alain Cortellazzi, anche lui precipitato lungo un tratto impervio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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