Cade nel vuoto per 30 metri e muore: l’allarme lanciato da un amico

Aveva con sé l’attrezzatura da pesca, nello zaino. Un’uscita come tante, per Alain Cortellazzi, 65 anni, di Lonato, appassionato di lago e silenzi dopo la pensione maturata a settembre dal mondo della scuola come docente.
Ma ieri mattina, lungo uno dei sentieri che costeggiano la Rocca di Manerba, ha perso la vita precipitando per una trentina di metri in una zona impervia, a picco sull’acqua.
La passione
Era un’abitudine consolidata, la sua: raggiungere quel tratto appartato della costa, dove poteva stare un po’ con sé stesso. Un luogo che conosceva bene. Ma qualcosa, stavolta, è andato storto. L’uomo avrebbe perso l’equilibrio in un punto particolarmente scivoloso. L’impatto non gli ha lasciato scampo.
La chiamata ai soccorsi è arrivata poco dopo le 8.30. A notare il corpo, e a lanciare l’allarme, è stato un conoscente che sapeva della sua uscita e che, preoccupato per non averlo visto rientrare, si era messo sulle sue tracce.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Salò, non ci sono dubbi: si è trattato di un incidente. Nessun segno di traumi incompatibili con la caduta, nessun altro elemento che faccia pensare a una volontà diversa. Alain - confermano anche i familiari - si era recato lì per pescare, come era solito fare.
Le operazioni di recupero sono state complesse. Il punto in cui si trovava il corpo è stato raggiunto grazie all’intervento del Soccorso Alpino - stazione Valle Sabbia - insieme all’elisoccorso di Areu partito da Bergamo. Presenti anche i Vigili del fuoco e i carabinieri.
Il cordoglio
Era molto conosciuto, Alain Cortellazzi. Non solo a Lonato, dove abitava in via Regia Antica, ma anche tra chi ne aveva incrociato il cammino nella scuola e nella vita quotidiana. Aveva insegnato inglese all’istituto «Cerebotani», dove colleghi e studenti lo ricordano con stima e affetto per la sua pacatezza, l’ironia sobria, la disponibilità al dialogo. Chi lo ha incontrato parla di un uomo gentile, mai sopra le righe.

Negli anni aveva costruito forti legami nel mondo della scuola, mantenendo rapporti sinceri con chi aveva condiviso con lui aule, consigli, momenti di confronto e condivisione. Molto legato alla sua famiglia, lascia la moglie Rosa e la figlia Gaia, a cui era profondamente legato.
Con loro, nel necrologio, lo ricordano anche la mamma Norma, il fratello Raffaele, la sorella Silvia, i nipoti e i cognati. «Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma ovunque noi siamo» è la frase scelta per accompagnarne il saluto.
I funerali si svolgeranno lunedì 19 gennaio alle 15.30 nella basilica di San Giovanni Battista a Lonato, con partenza alle 15 dalla casa funeraria «Pastori» di Calcinato.
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