Precipita dal sentiero in bici, la Valsaviore piange Aurelio Maffessoli

Giuliana Mossoni
L’uomo morto ieri sopra Paspardo era padre di tre figli e molto conosciuto in tutta la Valcamonica per il suo impegno nel sociale
I soccorsi dopo la caduta - © www.giornaledibrescia.it
I soccorsi dopo la caduta - © www.giornaledibrescia.it
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C’è probabilmente un improvviso malore oppure un attimo di difficoltà alla base della caduta che ieri mattina, sulla strada della Deria a Paspardo, è costata la vita al 64enne di Berzo Demo Aurelio Maffessoli. L’uomo stava rientrando da una escursione in ebike con un amico quando, affrontando una ripida mulattiera, ha perso il controllo della bicicletta ed è caduto nel bosco, finendo a ridosso della provinciale 88. In quel momento diversi appassionati stavano seguendo la prova speciale del rally Coppa Camuna e i soccorsi sono stati immediati ma purtroppo per il 64enne non c’è stato nulla da fare.

La comunità di Berzo Demo è di nuovo attonita, ammutolita e incredula. A poco più di un anno dalla scomparsa di Ivan Toloni, vicepresidente di Arnica, vittima di un malore mentre era in bici tra le montagne che circondano il paese, ieri, in una circostanza molto simile, è scomparso un altro volontario dell’associazione del paese.

Il ricordo

Aurelio Maffessoli infatti era molto conosciuto in tutta l’alta Valcamonica. Da poco si era trasferito a vivere a Capo di Ponte con la famiglia, ma era nato, cresciuto e fino a poco tempo fa era residente a Demo. Dipendente di un’impresa di Trento che si occupa di efficientamento energetico, durante la settimana era spesso fuori per lavoro, ma la sua base era in alta Valle. Sposato e padre di tre figli, era appassionato di sport, in particolare di biciclette, ma anche di sci e calcio. Qualche tempo fa aveva comprato una e-bike e ogni fine settimana sceglieva una vetta camuna da conquistare insieme agli amici. Ieri era stato al rifugio Colombè, in territorio di Paspardo: l’incidente sarebbe accaduto sulla strada del rientro, esattamente in località Loera, lungo la strada della Deria, una vecchia mulattiera che da Paspardo porta a Capo di Ponte.

Aurelio Maffessoli
Aurelio Maffessoli

Si tratta di una via sterrata con pendenze significative, in selciatone, che con l’umidità diviene scivolosa, un fondo non facile da affrontare in bici. Non è chiaro se Maffessoli si sia sentito male e abbia perso il controllo della bike, oppure se sia caduto e poi ruzzolato. A dare l’allarme è stato l’amico che si trovava con lui. Di questa gita, come di tante altre, restano le ultime foto pubblicate da lui stesso sui social, dove Maffessoli era molto attivo.

La notizia dell’incidente si è diffusa immediatamente in Valsaviore, dove tutti lo conoscono. Da una decina d’anni era nei turni dell’associazione di 118 ed era rimasto molto scosso per quanto accaduto all’amico Ivan Toloni, che continuava a ricordare. Era presente, il 13 aprile scorso, alla commemorazione per l’anno dalla scomparsa, quando è stata svelata una scultura alla memoria.

Maffessoli era anche tra i sostenitori di Ski4Smile, un’associazione sportiva che promuove la solidarietà, la condivisione e l’inclusione, attiva nel diffondere il messaggio paralimpico in vista di Milano-Cortina. Aurelio Maffessoli lascia la moglie Alessandra e i figli Rossella, Mattia e Alessandro, oltre alla grande famiglia di Arnica e a tanti amici.

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