A Pontida l'ultimo saluto a Umberto Bossi: contestato Salvini
Si sono svolti a Pontida, nel monastero di San Giacomo, i funerali per il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi. Un luogo non casuale: qui nel 1167, secondo la tradizione si tenne il primo giuramento della Lega formata dai Comuni lombardi contro Federico Barbarossa. Migliaia di militanti hanno dato l’ultimo saluto al «senatur» alla presenza anche della premier Giorgia Melonie i presidenti dei due rami del Parlamento Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.
Tra i ministri Antonio Tajani, Matteo Salvini, quest’ultimo contestato dai militanti del partito che gli hanno urlato: «Molla la camicia verde, vergogna». Presenti anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti che ha letto la prima lettura in chiesa (la seconda lettura è stata affidata al figlio di Bossi, Renzo); l’ ex premier e senatore a vita, Mario Monti, il governatore del Veneto, Luca Zaia e quello della Lombardia, Attilio Fontana.
Trent’anni fa, come oggi, una battaglia che non era solo politica, ma identità, visione, popolo, destino.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) March 22, 2026
Libertà, autonomia, territorio, lavoro, sacrificio, responsabilità, giustizia, sicurezza. In quattro parole: padroni a casa nostra. Spesso, allora come oggi, soli contro… pic.twitter.com/01ZZNxr2pf
La scomparsa di Bossi ha riaperto la frattura che si consumò anni fa con Salvini, come testimoniano le parole dell’ex ministro Roberto Castelli e promotore del Partito Popolare del Nord. «Quella di Bossi è una eredità tradita. Mi auguro che la giornata di oggi possa essere un punto di partenza per quel popolo della Lega che non si riconosce più nella politica centralista di questo nuovo partito, che è un’altra cosa. Una giornata molto triste ma anche di speranza – ha sottolineato –. C’è una questione settentrionale da riprendere in mano con più vigore. La Lega di Salvini non è la Lega che si vede qui oggi, è un’altra cosa. Ha mantenuto il nome, ma solo quello».
Al termine della cerimonia funebre il feretro, avvolto dalla storica bandiera della Lega Nord, ha sostato qualche minuto sul sagrato della chiesa accolto da cori («secessione» e «Padania Libera»), lunghi applausi, il suono delle cornamuse e il «Va pensiero» (cantato dagli Alpini) utilizzato storicamente dal senatur come un canto di libertà del Nord Italia e spesso usato nei comizi e nei raduni di Pontida.
«Bruciamo il tricolore»
«Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore». È il coro che centinaia di militanti della Lega hanno scandito al termine del funerale, mentre il feretro era accompagnato fuori dalla chiesa dalla famiglia e dalle più alte cariche dello Stato. Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha detto al microfono, «per cortesia» per placare i militanti e consentire al parroco di recitare l'eterno riposo.
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