Trovato morto nel canale dopo cinque giorni: chi era Francesco Azzini

Era uscito in bicicletta lunedì mattina. Indossava una maglia scura e occhiali da sole, e aveva programmato una puntata al bar di sempre, un giro in paese e una chiacchierata con gli amici. Ma nel pomeriggio aveva fatto perdere le sue tracce e i suoi familiari si erano preoccupati sino a quando, a sera, hanno allertato i carabinieri.
Lui, Francesco Azzini, 54 anni, era una persona in genere tranquilla e benvoluta da tutti, disponibile come l’amico di sempre che ama mettere le mani nei motori, sempre pronto anche a far credito alle persone che sapeva essere in difficoltà. Insomma la classica brava persona, rispettosa di tutti e sempre predisposta a dare una mano. Purtroppo il suo corpo senza vita è stato trovato in un canale. In tanti lo conoscevano a Pontevico, dove lavorava in una sua officinetta meccanica con lo stile di una volta, dove metteva a punto le auto e gli scooter dei clienti non negando mai la sua disponibilità.
L’officina
Da buon meccanico, ogni tanto faceva una puntata al bar per un saluto con gli amici o per incontrare un cliente. Grande appassionato di caccia e di pesca, amava raccontare delle sue battute tra aspettative e voglia di vivere il territorio della Bassa, magari in compagnia del figlio. Così quando lunedì mattina ha inforcato la bicicletta ed è andato al bar, nessuno si è posto il problema.
Le ricerche
A sera tuttavia di lui non c’erano tracce. A questo punto sono scattate le ricerche, che tuttavia per giorni non hanno dato esito. Nessuno sapeva che un addetto alle irrigazioni e alla manutenzione dei fossi martedì mattina si fosse imbattuto in una bicicletta finita in una roggia. La bici era stata trasportata dalla corrente contro una griglia e l’addetto l’aveva estratta dal fosso per evitare ostruzioni e l’aveva riposta in un angolo. Solo venerdì mattina, quando ha saputo della scomparsa in bici del 54enne, ha chiamato la Polizia locale e ha raccontato dello strano rinvenimento. Gli agenti hanno allora avvisato i carabinieri della locale stazione che con la Compagnia di Verolanuova e i volontari dei Vigili del fuoco di Verolanuova hanno programmato per la giornata un altro ciclo di ricerche.

Il rinvenimento
Il raggio di ricerca è partito dalla griglia da dove è emersa la bicicletta. A poco più di tre chilometri, mentre l’autorità abbassava il livello delle rogge, è emerso da un’altra griglia il cadavere del 54enne. I controlli effettuati dal medico legale hanno escluso segni di violenza. Dunque si è fatta strada l’ipotesi che Azzini si sia avvicinato alla roggia, abbia perso il controllo della bicicletta e sia infine annegato nell’acqua vinto dalla corrente forte. Immediato il cordoglio in paese per la notizia. L’autorità giudiziaria ieri sera non aveva ancora consegnato il corpo del 54enne alla famiglia per i funerali, in attesa evidentemente di compiere ulteriori accertamenti medico-legali.
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