Piscine comunali, le società: «Deriva monopolistica nel silenzio totale»

Scrivono di nuovo. Perché, a due mesi di distanza dalla prima segnalazione, delle verifiche annunciate non si è vista neppure l’ombra. È da qui che ripartono le cinque società sportive bresciane (Gam team, Leonessa nuoto, Golden Brixia, Russian synchro school Brescia e Nuoto master Brescia), che tornano a bussare alla porta della sindaca Laura Castelletti, dell’assessore allo Sport Alessandro Cantoni e del presidente della società San Filippo Nicola Fiorin per denunciare la gestione dei corsi di nuoto nelle piscine comunali. Non per ribadire un timore, ma per mettere agli atti che, nel frattempo, i fatti hanno preso una direzione precisa.
Sugli scudi
La nuova lettera richiama la comunicazione di novembre con cui veniva denunciata una «grave violazione del principio di imparzialità» nella gestione degli impianti. E ricorda la risposta della sindaca, che assicurava l’avvio di verifiche formali con San Filippo e con la Federazione italiana nuoto, con la successiva condivisione degli esiti. Da allora, però, scrivono le associazioni, il quadro non si è chiarito: si è consolidato.
Il punto di svolta, per i firmatari, sta in due elementi che considerano «inequivocabili». Il primo è pubblico; in un articolo la dirigenza di An Brescia ha descritto una strategia di espansione dell’offerta sportiva: al nuoto e alla pallanuoto si aggiungerà il nuoto artistico, completando la filiera. «Nulla di illegittimo», osservano le società, se non fosse che questa crescita avviene – parole loro – «sfruttando una posizione di vantaggio» costruita sulla gestione esclusiva di impianti comunali. In quel contesto, per le cinque società, l’ampliamento non è concorrenza: è occupazione dello spazio.
Il secondo elemento è materiale. Negli impianti comunali sono comparse le targhe «Scuola nuoto federale», rilasciate dalla Fin e intestate appunto alla «An Brescia team», con licenza valida per la stagione 2025-2026. Per le associazioni è il passaggio che chiude il cerchio. Le qualifiche di Scuola nuoto federale, ricordano, sono attribuite «a soggetti che gestiscono direttamente un impianto ottenuto tramite procedure di gara». Qui, invece, «la società opera come prestatore d’opera per San Filippo, senza alcun bando pubblico». La targa, scrivono, non racconta una gestione provvisoria: certifica un riconoscimento formale e stabile.
La richiesta
Il contesto è quello già emerso nel primo capitolo della vicenda. L’affidamento dei corsi di nuoto, passato attraverso una procedura che coinvolge la Federazione italiana nuoto, è approdato a una newco costituita nel luglio 2025, subentrata alla storica An Brescia. Un passaggio che le altre società avevano contestato fin dall’inizio, denunciando il rischio di essere escluse dall’accesso ai vivai, al pre-agonismo e, in prospettiva, alla stessa possibilità di restare sul mercato sportivo cittadino.

Ora, però, il lessico cambia. Non si parla più di rischio, ma di «strategia in atto». La nuova lettera descrive un affidamento diretto di fatto, realizzato attraverso «una triangolazione tra San Filippo, Fin e An Brescia team», che avrebbe consentito «a un soggetto privato di utilizzare un bene pubblico per costruire un proprio business esclusivo». Dentro questa cornice rientra anche il reclutamento: dai Grest agli accordi con gli oratori, canali che – sottolineano le associazioni – erano storicamente gestiti dall’ente pubblico e che oggi verrebbero «sottratti al pubblico e preclusi agli altri operatori».
Da qui la richiesta, rinnovata con urgenza: sospendere immediatamente l’affidamento delle attività di Scuola nuoto e pre-agonistiche alla An Brescia team e convocare un tavolo di confronto con tutte le società, prima che il pluralismo sportivo cittadino venga compromesso in modo irreversibile. Non una mediazione, insomma, ma uno stop.
La risposta
Sul fronte istituzionale, per ora, la palla resta in movimento. Anche la società San Filippo si dice «in attesa» dopo aver chiesto a sua volta, ormai settimane fa, delucidazioni alla Federazione: «Abbiamo già sollecitato per la seconda volta la Fin a fornirci una risposta, questo prima che arrivasse l’ulteriore nota di sollecito dalle associazioni sportive: è la Federazione – specifica il presidente Nicola Fiorin – a doverci fornire i chiarimenti richiesti».
A questo punto, più che una risposta tecnica, ciò che manca è una scelta. E il tempo, qui, non sta più facendo da cornice: sta diventando parte del problema.
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