Alcune decine di detenuti attorno alle 19 hanno dato il via ad una protesta all’interno del carcere di Pisa e un intero reparto sarebbe sotto il loro controllo.
All’esterno dell’istituto si sono in breve raccolte decine di uomini di Polizia, Carabinieri e Polizia penitenziaria, mentre alcune ambulanze sono accorse all'interno. Secondo quanto appreso, la rivolta sarebbe partita da una diretta sul social network «TikTok», realizzata da un detenuto con uno smartphone, probabilmente introdotto illecitamente in carcere o sottratto al personale.
Alla base della rivolta sarebbe la scoperta da parte di alcuni detenuti di microspie e «cimici» nelle rispettive celle, collocate a fini investigativi. Durante la diretta live, così una ricostruzione, un detenuto, di origini albanesi, avrebbe «denunciato» lo stratagemma con il quale la Polizia penitenziaria, nelle ore precedenti, avrebbe fatto uscire dalle celle i detenuti per una presunta «simulazione di evacuazione». Il racconto è stato diffuso con una seconda diretta live su TikTok, Ci sarebbero stati anche scontri tra alcuni detenuti e gli agenti penitenziari. Nel corso della diretta social i detenuti, a viso scoperto e senza evidenti segni di percosse, alternando aggiornamenti in lingua italiana e in lingua albanese, hanno denunciato di essere «stati picchiati con i manganelli» e di avere «il diritto di non essere spiati e di poter parlare liberamente mentre siamo in cella senza avere il timore di essere intercettati».
All'esterno del carcere si sono radunate alcune decine di persone fra parenti e amici di detenuti.

