Edilizia popolare, housing sociale, investimenti privati. Sono i tre «pilastri» su cui si regge il piano casa 2026 approvato dal Consiglio dei ministri. Come dichiarato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, il provvedimento mira «a rendere disponibili 100mila tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni». Questo mettendo sul tavolo dieci miliardi in dieci anni, a cui si sommeranno gli investimenti privati.
Stanziamenti e assicurazioni
Nell’immediato, ossia entro un anno, si punta al recupero di 60mila alloggi popolari attualmente inutilizzabili, con uno stanziamento di 1,7 miliardi, integrabili con i fondi per la rigenerazione urbana: a gestire quest’operazione sarà un commissario straordinario.
Per quanto riguarda l’housing sociale, il dossier prevede un pacchetto di semplificazioni e 3,6 miliardi gestiti da Invimit: lo scopo è creare alloggi a canone calmierato.
Infine, la chiamata ai privati: lo Stato assicura a chi vuole investire semplificazioni burocratiche e procedure snelle. Qualora l’investimento superi un miliardo, la pratica potrà essere gestita dal commissario straordinario per agevolare la filiera burocratica. In cambio i costruttori destineranno almeno il 70% degli edifici all’edilizia convenzionata, con prezzi scontati di almeno il 33% rispetto al mercato. E torna la formula del «rent to buy»: non si paga più a vuoto l’affitto, ma si paga l’affitto di una lunga locazione e poi si può riscattare l’immobile.




