Un vasto incendio è divampato nel primo pomeriggio di ieri all’interno di un capannone della Maten, azienda della zona industriale specializzata nella produzione di tappeti e zerbini. Le fiamme, alimentate dal materiale custodito nel magazzino, hanno generato una colonna di fumo nero visibile da numerosi punti della bassa Valcamonica e un odore pungente, percepibile in tutta l’area.
Il rogo
L’allarme è scattato attorno alle 13.30 da parte degli operai di imprese vicine; sul posto sono confluite sette squadre dei Vigili del fuoco, tra i mezzi impiegati anche quelli già utilizzati domenica per l’incendio della Valli Spa di Lonato, compresa la chilolitrica da Bergamo. Le operazioni si sono concentrate sul contenimento del rogo e sulla protezione degli edifici circostanti, per impedire che le fiamme raggiungessero altre strutture.
Fortunatamente, al momento dell’incendio non c’erano persone nel capannone e non ci sono stati feriti. In via precauzionale sono state evacuate alcune abitazioni vicine, in particolare una mamma con un bimbo, ai quali il Comune ha trovato una sistemazione. Sul posto sono intervenute anche le ambulanze di Pisogne, Darfo e Sale Marasino, insieme ai carabinieri, alla Protezione civile e al sindaco di Pian Camuno Giorgio Ramazzini.
I provvedimenti
A rendere evidente la preoccupazione per le possibili ricadute sanitarie sono le ordinanze emanate dai Comuni di Pian Camuno e Artogne, su indicazione dell’Ats della Montagna e in attesa degli esiti dei rilievi Arpa. A Pian Camuno il provvedimento riguarda l’intero territorio comunale, con particolare attenzione alle zone più vicine al capannone.
La popolazione è invitata a non sostare a lungo all’aperto, a evitare di aprire le finestre, a limitare le attività esterne e a non consumare frutta e verdura provenienti da coltivazioni situate nei territori dei due comuni. Le stesse precauzioni sono state adottate anche da Artogne.
I disagi
L’alta colonna di fumo, nera e densissima, ha creato apprensione in tutta la zona e ha inciso anche sulla viabilità, con rallentamenti lungo la vicina statale 42.
Chiarire le cause e le conseguenze ambientali
Restano da chiarire le cause dell’incendio, ma all’origine del rogo potrebbe esserci un cortocircuito. Dovranno inoltre essere valutate le conseguenze ambientali della combustione dei materiali presenti, per diversi quintali di tessuti e per la presenza di alcune parti in eternit della copertura. Le squadre hanno lavorato sino a sera, con grandi difficoltà per il pericolo di collasso della struttura, per completare lo spegnimento e per la messa in sicurezza dell’area.



