Avis di Pavone Mella-Cigole, inaugurata la nuova sede

A distanza di pochi mesi dai festeggiamenti per i 55 anni di vita, per l’Avis intercomunale di Pavone Mella-Cigole domenica 22 febbraio c’è stata un’altra importante occasione di condivisione: l’inaugurazione della nuova sede.
La sede
Ricavata in un fabbricato acquisito e ristrutturato dell’Amministrazione comunale, la nuova casa degli avisini offre migliori spazi e servizi. Il sodalizio ha abbandonato, infatti, i locali del centro polifunzionale per trovare alloggio in un vicino ambiente indipendente, una casa nella quale si insedieranno, al piano sottostante, altri servizi di pubblico utilizzo. Così, completato il trasloco, ecco disponibili l’ampia sala che fa da atrio e spazio per l’accoglienza, un’altra sala pensata per ospitare incontri, un ambulatorio, un altro vano per incontri e naturalmente i servizi.
Valori
La cerimonia di inaugurazione è stata preceduta dall’assemblea annuale dell’Avis al termine della quale sono stati consegnati i premi ai donatori più assidui, tra i quali moltissimi giovani. Un segno, questo, che avvalora il senso del volontariato e dell’impegno guardando anche al futuro con buone prospettive. Un concetto che si è evidenziato anche durante il taglio del nastro. Momento in cui erano presenti il presidente di sezione Luca Opici, il presidente provinciale Francesco Piovani, il sindaco di Pavone Mella Mariateresa Vivaldini, don Abramo Camisani, la madrina Anna Danesi, i componenti del direttivo locale e molti avisini.
Primo a parlare il presidente Opici: «Questa nuova sede rappresenta un passo importante. È spazio accogliente, più funzionale, più aperto». E prosegue: «Oggi guardiamo avanti, vogliamo una sede viva, attraversata da giovani, famiglie, nuovi volontari. Il nostro intento è perseverare la cultura del dono, parlare di salute, prevenzione, cittadinanza attiva. Vogliamo essere un punto di riferimento e incontro». Piovani ha rimarcato l’importanza di fare rete con le associazioni locali e coinvolgere gli immigrati. Il primo cittadino ha evidenziato il valore dell’associazione dei donatori di sangue nel territorio. Quindi condividendo le forbici con il presidente Opici ha tranciato il nastro tricolore aprendo così un nuovo capito nella storia del sodalizio e del paese.
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