Pedopornografia, indagato l’ex consigliere in Loggia Iyas Ashkar

Si era dimesso venerdì scorso adducendo «motivi personali». Sequestrati centinaia di file a luci rosse con minori
Palazzo Loggia, simbolo di Brescia - Foto Comune di Brescia
Palazzo Loggia, simbolo di Brescia - Foto Comune di Brescia
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Solo nelle scorse ore si era dimesso dall’incarico di consigliere comunale a Brescia. E dietro quei «motivi personali» per spiegare l’addio alla Loggia ci sarebbe un’indagine.

Iyas Ashkar, ex presidente della commissione Commercio, risulta indagato dalla Procura di Milano nell’ambito di un’inchiesta per pedopornografia che ha portato anche a due arresti.

Gli agenti della Polizia postale gli avrebbero trovato centinaia di file a luci rosse con minori «che saranno sottoposti ad analisi per ricostruire i fatti di indagine, per appurare il coinvolgimento di ulteriori soggetti e l'identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali» fanno sapere gli inquirenti.

L'ex consigliere Iyas Ashkar - © www.giornaledibrescia.it
L'ex consigliere Iyas Ashkar - © www.giornaledibrescia.it

Iyas Ashkar, 47 anni da compiere, palestinese, era stato eletto in consiglio comunale nella lista collegata alla sindaca Laura Castelletti. Le dimissione dagli incarichi in Loggia erano state protocollate nel consiglio comunale di venerdì scorso.

L’inchiesta

Sono sei gli indagati in totale per «violenza sessuale online a distanza ai danni di minori», fenomeno noto come «live distant child abuse», e altri due uomini di 47 anni e 31 anni sono stati arrestati nelle province di Trento e Reggio Calabria per «detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico». È l'esito di un'inchiesta della Procura di Milano, condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale, che coinvolge anche l’ex consigliere comunale bresciano.

Nei giorni scorsi, spiega il procuratore Marcello Viola, «la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, ha concluso una complessa indagine che ha consentito di identificare e denunciare sei soggetti, sottoposti ad indagini per violenza sessuale online “a distanza” ai danni di minori, fenomeno noto come “live distant child abuse”».

Due degli indagati, «rispettivamente di 47 anni e 31 anni», sono stati arrestati «nelle province di Trento e Reggio Calabria per detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico». Anche a carico degli altri indagati, «di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano, è stato rinvenuto e sequestrato un importante quantitativo di materiale informatico, che verrà sottoposto ad analisi per ricostruire i fatti di indagine, per appurare il coinvolgimento di ulteriori soggetti e l'identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali». Rilevata «la gravità e la particolare rilevanza pubblica dei fatti», il procuratore ha illustrato i dettagli in una conferenza stampa questa stamattina in Procura a Milano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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