Cronaca

Parlano ad alta voce sul bus, due donne inseguite e picchiate

L’uomo, un 21enne senza fissa dimora, è poi stato arrestato dalla Polizia di Brescia. Madre e figlia si erano rifugiate in un negozio
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

L'interno di un autobus, foto simbolica
L'interno di un autobus, foto simbolica

La loro colpa è stata quella di parlare ad altra voce al telefono mentre erano sull’autobus. E nella loro lingua di origine. Un comportamento non certo educato da parte di due donne di origini senegalesi, ma che in nessun modo giustifica quello che è successo poi. Un altro passeggero infatti prima le ha insultate, poi le ha aggredite e inseguite anche quando sono scese dal mezzo fino a quando non si sono rifugiate in un negozio e hanno chiamato il numero unico di emergenza 1-1-2. È stata poi la Polizia a rintracciare e arrestare il passeggero violento. una delle vittime infatti ha avuto una prognosi di 40 giorni.

Sul bus

Il caso, approdato in mattinata in Tribunale per il processo per Direttissima, è accaduto ieri nella zona di corso Garibaldi. A bordo del mezzo infatti c’erano le due donne, madre e figlia rispettivamente di 48 e 23 anni e un terzo soggetto, un camerunense di 21 anni. Le prime due, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, erano al telefono nella loro lingua madre e l’uomo non ha apprezzato il loro tono, a suo dire troppo alto.

Prima le ha insultate e poi si è scagliato contro di loro. Una delle due ha rimediato anche dei pugni che le sono valsi una prognosi di 40 giorni per le lesioni che ha riportato ad un ginocchio. L’uomo è stato rintracciato e arrestato. Deve rispondere di lesioni personale aggravate.   

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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