Pace in Ucraina, Calovini: «Bisogna percorrere ogni strada possibile»

Si è conclusa ieri a Copenaghen la riunione semestrale delle Commissioni Esteri e Difesa dei Paesi dell’Unione Europea. Per l’Italia ha preso parte ai lavori il deputato bresciano
Il deputato bresciano Giangiacomo Calovini - © www.giornaledibrescia.it
Il deputato bresciano Giangiacomo Calovini - © www.giornaledibrescia.it
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Si è conclusa ieri a Copenaghen la riunione semestrale delle Commissioni Esteri e Difesa dei Paesi dell’Unione Europea. Per l’Italia ha preso parte ai lavori il deputato bresciano Giangiacomo Calovini.

Onorevole, l’Ucraina è ancora sotto attacco russo. L’ottimismo dei giorni scorsi è ormai da accantonare?

Ho avuto un lungo colloquio con l’amico Oleksandr Merezhko, presidente della Commissione Esteri della Rada ucraina. Mi ha confidato che a Kiev vi è scetticismo circa la possibilità di una pace stabile e duratura con Mosca, Putin è considerato del tutto inaffidabile. Ciononostante, in una fase negoziale nulla può essere escluso: se esiste una strada che consenta di evitare ulteriori morti e sofferenze, è doveroso percorrerla.

E come sta reagendo l’Europa di fronte a questo scenario?

A Copenaghen la guerra in Ucraina è rimasta il primo e più urgente dossier. Ho potuto constatare come le posizioni siano complessivamente compatte: vi è forte unità di intenti, pur con la sensibilità particolare dei Paesi baltici. Da tutti giunge una condanna inequivocabile nei confronti di Putin e l’auspicio condiviso è che si possa presto avviare la ricostruzione del Paese. Già a luglio, durante la conferenza promossa dall’Italia a Roma, si sono visti segnali positivi: il nostro Paese – e anche la nostra provincia – possono rivestire un ruolo di primo piano.

Cosa si può fare di più in questa fase?

Sono stato più volte a Kiev e peraltro non escludo di tornarci nei prossimi mesi. Conosco da vicino il dramma della popolazione e la voglia di sentire l’Europa realmente vicina è davvero tanta. Anche gesti simbolici possono fare la differenza e la nostra provincia non si è mai tirata indietro in questo.

Chiaramente parlando di Ucraina ricorre il tema della difesa europea. A che punto siamo?

Non possiamo raccontarci bugie e la particolarità del momento ci impone di essere sinceri. In questa fase l’unica sicurezza può essere garantita dalla NATO che dovrà certamente integrarsi con un sistema di difeso europeo ma è chiaro che ci vorrà del tempo e in un momento storico in cui le minacce sono molteplici non possiamo aspettare. Ricordiamoci poi che difesa non vuol dire solo armi ma anche e soprattutto ricerca e sicurezza e le aziende bresciane non sono secondo a nessuno in questi campi.

Quindi il dialogo con gli USA è necessario nonostante le difficoltà con Trump?

Assolutamente. Nel mio intervento ho ribadito che il dialogo atlantico deve essere la postura della politica estera e di difesa europea. Mantenere un dialogo costante con Washington, per non indebolire l’Occidente facendo il gioco di chi vuole marginalizzarlo, è prioritario così come l’urgenza di un’attenzione più decisa al fronte sud. Il Mediterraneo rappresenta un’opportunità, ma fenomeni come il terrorismo e l’immigrazione clandestina possono trasformarsi in gravi minacce.

Sul tavolo rimane anche il dramma di Gaza. L’Europa appare ininfluente.

Il Presidente del Consiglio lo ha ricordato bene a Rimini, condannando la sproporzione della risposta israeliana ai drammatici eventi dell’ottobre 2023 provocati da Hamas. Non bisogna però cedere alla demagogia: non saranno certo gli attori alla Mostra del Cinema di Venezia a fermare la tragedia mediorientale. Occorrono la politica e la diplomazia, che il Governo Meloni porta avanti da tempo per ottenere risultati concreti, come dimostrano i numerosi aiuti umanitari messi a disposizione dall’Italia.

A Brescia, intanto, la bambina giunta in città è ripartita dopo poche ore con la madre.

Dispiace, ma resta l’orgoglio per il lavoro svolto con efficienza da tutte le istituzioni: Governo, Farnesina, operatori sanitari del Civile e forze dell’ordine. È un segnale importante e una speranza concreta per altri bambini che potrebbero arrivare in futuro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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