Nella prima udienza del processo a suo carico per l'omicidio del West Garda, avvenuto nel 1997, che si è aperto oggi davanti alla Corte d'Assise di Brescia, l'imputato Alessandro Galletta ha chiesto di rilasciare dichiarazione spontanee: «Ammetto di essere stato un balordo, un tossico e uno spacciatore. Ma non sono stato un assassino, non ho mai puntato la pistola contro nessuno».
Galletta è finito a processo per la rapina e l'omicidio del gioielliere Carlo Mortilli, a Padenghe il 21 maggio del 1997, perché il suo Dna, registrato durante un periodo di detenzione, è stato comparato con quello dei casi irrisolti raccolti dal Ris ed è risultato compatibile con un reperto catalogato nel parcheggio dell'hotel in cui avvenne il delitto. Per quel delitto due persone sono già state condannate in via definitiva.




