CronacaGarda

Omicidio Lonato, guerra per un matrimonio che «non s’ha da fare»

Mentre madre e il figlio della vittima sono accusati di tentato omicidio per aver partecipato al blitz al campo nomadi, si cerca ancora il consuocero di Dolores Dori: sarebbe stato lui a ucciderla
Dolores Dori, la vittima dell'omicidio di Lonato
Dolores Dori, la vittima dell'omicidio di Lonato
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Svolta nell’omicidio di Lonato. Ed è una svolta clamorosa. In attesa di trovare l’uomo che ha premuto tre volte (almeno) il grilletto e ha ucciso Dolores Dori, i carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Desenzano hanno arrestato la madre e il figlio della 44enne di origine sinti morta dissanguata all’ospedale di Desenzano nella serata dello scorso giovedì. Per loro l’accusa, ovviamente, non è omicidio volontario della figlia e madre, ma di tentato omicidio plurimo o pluriaggravato di persone al momento tutte da identificare, oltre che di minacce, detenzione e porto abusivo di arma.

Al fermo dei due gli inquirenti, coordinati dalla sostituta procuratrice Francesca Sussarellu, hanno proceduto nella serata di sabato. Lo hanno disposto dopo essersi trovati per le mani un elemento di prova di efficacia unica. Dallo smartphone del 16enne, sequestrato al ragazzo la sera di giovedì, mentre era al capezzale della mamma morente, i carabinieri hanno estrapolato la ricostruzione audio video di quanto accaduto poche ore prima al campo nomadi di via Ferrarini a Lonato e potuto fare luce su tutti i punti oscuri della vicenda: dal movente, ai suoi attori, fino al numero di colpi esplosi e da chi.

Blitz in diretta

Come gridato dal marito di Dolores Dori, attraverso un filmato postato sui social 24 ore prima del suo omicidio, la famiglia della donna è pronta a scatenare la guerra per impedire il matrimonio della primogenita. E non è un modo di dire. Nemmeno 24 ore dopo infatti la donna si mette alla testa del commando che si presenta a Lonato. Arrivata al cancello del campo nomadi che ospita la famiglia rivale non si perde in convenevoli: lo abbatte con l’auto.

Il video ripreso dal figlio sedicenne, che è a bordo con lei e con la nonna, parte proprio da qui. Dopo aver schiantato l’inferriata ed essersi aperta una breccia nell’accampamento nemico Dolores Dori scende dall’auto insieme alla madre e insieme a lei si mette a sparare all’impazzata. Come un videoreporter di guerra alle loro spalle, il figlio non si perde un frame della loro azione. Inquadra le mani di mamma e nonna, inguantate nel butile, che sparano all’impazzata.

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La sparatoria all’accampamento nomadi di Lonato

Il microfono cattura le urla di chi nell’accampamento ci vive e il rimbombo dei colpi di chi al fuoco risponde con il fuoco. Dolores Dori viene raggiunta due volte all’addome e una ad una gamba. Non crolla, ma il conto alla rovescia per lei è già iniziato. Mentre dal campo il fuggi fuggi generale è già scattato in via Ferrarini arriva il marito, che la carica in auto e la porta in ospedale a Desenzano. Tutto inutile.

Le indagini

Le indagini dei carabinieri
Le indagini dei carabinieri

Sul posto, quando si materializzano i carabinieri, ci sono evidenti resti di una guerriglia ed un paio di cani che abbaiano. Le indagini partono al buio, ma raggiungono subito risultati apprezzabili. Mentre quelli della Scientifica raccolgono i bossoli e i guanti utilizzati nell’assalto da Dolores Dori, da sua mamma e da suo figlio; quelli del Nucleo investigativo analizzano video di sorveglianza e profili social. Scoprono che la guerra è scoppiata per un matrimonio che «non s’ha da fare». Individuano chi la sta combattendo, da una parte e dall’altra della barricata. Eseguono appena possono il fermo della madre e del figlio della vittima.E non smettono di cercare il consuocero. Per loro è stato lui a sparare e ad uccidere. E va preso prima che la faida si faccia ancor più sanguinosa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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