Omicidio di Capodanno, chiesti sedici anni per Matias Pascual

Sedici anni di reclusione. Tanto ha chiesto il sostituto procuratore Lara Matrone per Matias Pascual, il 19enne barista di origini argentine in carcere dall’inizio del 2025 con l’accusa di aver ucciso, con una coltellata in pieno petto, Roberto Comelli a margine della festa di capodanno che era in corso in una sala civica a Provaglio d’Iseo.
Il difensore del giovane imputato, avvocato Giacomo Nodari, ha chiesto al giudice di riconoscere al suo assistito l’attenuante della provocazione e il riconoscimento delle generiche.
Il giudice dell’udienza preliminare ha aggiornato il processo abbreviato al prossimo 15 aprile, per le repliche e la sentenza.
I fatti
Meno di un mese e scenderà il sipario sulla vicenda che prese corpo all’alba dell’1 gennaio 2025. Quando il corpo senza vita di Comelli venne trovato in centro a Provaglio con una profonda ferita nel petto. Risalendo la scia di sangue lasciata dall’uomo sull’asfalto, i carabinieri arrivarono a Matias Pascual e scoprirono nel volgere di poche ore la ragione dell’omicidio.
Comelli si era presentato ubriaco alla festa privata organizzata da conoscenti di Pascual e aveva preteso di entrarvi. Messo alla porta una volta, era tornato, in condizioni alterate dall’alcol, più insistente. A quel punto Pascual prese un coltello da uno dei tavoli imbanditi per la festa e reagì. «Ero nel panico» ha detto il giovane barista al giudice nel corso dell’udienza dello scorso 14 gennaio, tentando di spiegare quell’istante che è costato la vita ad una persona e, con tutta probabilità, che costerà a lui una condanna pesantissima.
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