Il futuro da uomo libero di Giacomo Bozzoli è arrivato al capolinea in piazza Cavour a Roma, al secondo piano del Palazzaccio, alle 17 e 37 di lunedì 1° luglio. Ha smesso di avere prospettive umane quando, dopo tre ore e mezza di camera di consiglio, i giudici della Corte di Cassazione hanno trasformato i residui dubbi circa la sua innocenza nelle certezza della sua colpevolezza e fatto scendere il sipario sulla sua condanna al massimo della pena.
Dalle 17 e 37 di ieri il quarantenne di Marcheno, accusato di aver ucciso lo zio Mario e fatto sparire il suo cadavere nel forno grande della fonderia di famiglia, è una persona destinata a passare il resto della sua vita in carcere.




