Emerenziana Bonera con pinzette e pazienza ridona luce alla pietra storica

Giuliano Maggini
La muraglia che ricorda le cave di marmo della Valle delimita il terreno della famiglia Albertini e si trova lungo la strada verso Nuvolento
Emerenziana Bonera al lavoro - © www.giornaledibrescia.it
Emerenziana Bonera al lavoro - © www.giornaledibrescia.it
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In via Sorzana e via Puccini, strade che dal paese e da vicolo Molino vanno verso via Valle e Nuvolento, c’è una muraglia storica che delimita il terreno della famiglia Albertini. Un muro fatto di pietra che denuncia la sua storia e ricorda le cave di marmo della Valle, una volta adiacente ad un fosso, ora ricoperto per aumentare l’ampiezza della sede stradale. Fino ad un anno fa questa muraglia era ricoperta da numerose erbe che crescono adattandosi ad ambienti estremi, poveri di terra, ricchi di sole e umidità, come le piccole felci particolarmente adatte a crescere in piccole fessure dei muri, erba cetriolo, erba dei muri, piange grasse e ortiche.

Un bel giorno Emerenziana Bonera, una signora che abita in via Sorzana, a ricordo di quando la muraglia risplendeva in tutto il suo biancore grazie al sole caldo dell’estate, ha deciso di iniziare a pulirla. Dopo aver parlato con il proprietario ha iniziato il lavoro, all’inizio con un’amica, Bruna Filippini, poi da sola riportando la muraglia al suo vecchio splendore.

La curiosità dei passanti ha iniziato a crescere: chi la elogiava, spesso pubblicamente, ma non è mancato anche chi l’ha criticata.

«Sono contenta del mio operato - dice Emerenziana - certo sono rimasta soddisfatta degli elogi, anche della citazione sui social del vicesindaco Diego Agnelli, ma sono rimasta indifferente alle critiche che mi sono giunte direttamente e indirettamente. Primo perché sono riuscita, con una pinzetta e attrezzi vari a mantenere pulita la muraglia difronte a casa mia, e voglio arrivare fino a via Puccini ultimamente rimessa nuovo, secondo perché il mio tempo libero lo dedico a quello che mi piace fare. Questo per me – ha concluso – è diventato un passatempo e mi rende orgogliosa del mio operato».

Le amministrazioni pubbliche, si sa, hanno sempre meno disponibilità per opere di pulizia, ben vengano persone volontarie, umili che non si lasciano influenzare dalle opinioni degli altri e continuano a fare ciò che pensano sia giusto. Questo è ammirevole.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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