Nuovo «sì» al polo logistico Italmark, Rezzato valuta il Tar

Il futuro polo genererebbe un flusso calcolato in circa 1.050 mezzi al giorno, tutti in ingresso nel tratto di tangenziale sud composto da sole due corsie di marcia e già estremamente trafficato
Il polo logistico Italmark sarà realizzato sull'Ate 25 © www.giornaledibrescia.it
Il polo logistico Italmark sarà realizzato sull'Ate 25 © www.giornaledibrescia.it
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Il Polo logistico Italmark «si farà». A sancirlo con l’ennesimo provvedimento favorevole (anche se la strada è ancora lunga) è stata l’Amministrazione di Brescia: il polo logistico è infatti previsto in un’area che rientra nel perimetro del capoluogo, spazio sul quale dovrebbe sorgere un capannone di 58mila metri quadrati alto 15 metri.

Il comparto è l’Ate 24 di via Buffalora, una zona che è in realtà sul confine: per questo, ormai da tempo, l’attenzione a Rezzato è alta. Il timore è che questo nuovo polo possa riversare il traffico pesante lungo via Paolo VI, l’arteria che porta direttamente all’imbocco della tangenziale sud.

Valutazione ambientale

L’ulteriore conferma è arrivata alla vigilia di Ferragosto: a tutti gli enti interessati, fra cui anche il Comune di Rezzato, è stato recapitato l’esito della seconda Vas, ossia la Valutazione ambientale strategica (la prima sempre con esito favorevole era stata formulata nell’aprile del 2023). E nella relazione si legge, in estrema sintesi, che «l’autorità competente del Comune di Brescia, d’intesa con l’autorità procedente, ha espresso parere motivato favorevole» sul progetto Italmark.

L'area del polo logistico al centro della contesa tra Brescia e Rezzato - © www.giornaledibrescia.it
L'area del polo logistico al centro della contesa tra Brescia e Rezzato - © www.giornaledibrescia.it

Qualche dato di contesto: il futuro polo genererebbe un flusso calcolato in circa 1.050 mezzi al giorno, tutti in ingresso nel tratto di tangenziale sud composto da sole due corsie di marcia e già estremamente trafficato. È proprio questo uno degli aspetti che più preoccupa l’Amministrazione di Rezzato, specie dopo questa seconda fumata bianca. In municipio sono tutti sull’attenti per quella che è ormai considerata come una ulteriore tegola ambientale che si aggiunge alla questione, ancora pendente, della discarica Castella (caso in cui, al contrario, l’asse con il Comune di Brescia per il «no» alla realizzazione dell’impianto è più solido che mai). A separare la discarica dal polo logistico è tra l’altro solo una piccola strada, che delimita il confine fra Brescia e Rezzato.

La protesta

A commentare la situazione è direttamente il sindaco Luca Reboldi: «L’autorizzazione è stata rilasciata sulla base di alcune valutazioni tecniche che non ci convincono - sottolinea il primo cittadino -. All’interno della relazione si dice che le conseguenze su traffico e qualità dell’aria saranno trascurabili, ma anche la Provincia attraverso le sue osservazioni ha espresso preoccupazione sull’impatto che il polo avrà sui flussi di traffico, specie lungo la tangenziale sud». Reboldi ne è convinto: «Il nostro sarà il Comune che subirà più di tutti le conseguenze di questo intervento. E ricordo che proprio lì a fianco vi è anche il sito su cui dovrebbe sorgere la discarica Castella, contro la quale combattiamo da tempo una battaglia comune proprio insieme a Brescia».

Insomma, Rezzato non ha intenzione di rimanere ad assistere in silenzio alla nascita del polo logistico. E sta iniziando a valutare le possibili strade percorribili, a partire da quella più tradizionale: un eventuale ricorso davanti al Tar. «I nostri legali stanno analizzando i documenti e valutando i passi da compiere. Certo non staremo a guardare» conferma infatti Reboldi, che ora - insieme agli altri enti - ha 60 giorni di tempo a partire dal 1° settembre per ulteriori approfondimenti e per procedere con un ricorso. Un passaggio, questo, che potrebbe concedere altro tempo per bloccare il polo, ipotizzato peraltro proprio a ridosso del Parco delle Cave.

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