Nuove accuse al Monaldi, «cartella clinica incompleta»

Accelerano le indagini sulla morte del piccolo Domenico, deceduto per le conseguenze del trapianto di un cuore danneggiato. I carabinieri del Nas sono tornati al Monaldi per l'acquisizione di atti, mentre il legale della famiglia della vittima, Francesco Petruzzi, muove nuove accuse all'ospedale: nella cartella clinica ricevuta «manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato». Omissione che Petruzzi segnalerà ufficialmente stamani in procura.
L’inchiesta
Quella che si apre è una settimana cruciale per l'inchiesta. Dovrà essere fissata l'autopsia, importante soprattutto per il sequestro e le successive analisi sul cuore compromesso che fu impiantato il 23 dicembre scorso al bimbo di due anni dopo il prelievo a Bolzano. I controlli sull'organo aiuteranno a capire se ci siano stati errori già in fase di espianto e quale impatto abbia avuto l'uso del ghiaccio secco durante il trasporto. I documenti e le testimonianze invece saranno determinanti per accertare come mai l'équipe del Monaldi fosse partita con un contenitore di plastica per il cuore, invece dei box tecnologici con il controllo della temperatura, e soprattutto chi, a Bolzano, abbia fornito il ghiaccio artificiale. Sarebbero imminenti, in proposito, nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Al momento gli avvisi di garanzia sono stati notificati ai sei sanitari del Monaldi, tra medici e paramedici, coinvolti a vario titolo nelle operazioni svolte il 23 dicembre.
La madre
Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, ieri per la prima volta da due mesi non è uscita dalla sua abitazione di Nola, come aveva fatto ogni giorno per recarsi in ospedale, ma è rimasta a condividere in silenzio il dolore con il marito Antonio e i due figli più grandi. A congiunti e amici che sono andati a trovarla ha ribadito la richiesta di «verità e giustizia» per la morte di Domenico, ma soprattutto il desiderio che il bimbo «non sia dimenticato» anche quando si spegnerà il clamore mediatico sulla vicenda.
Per questo oggi la donna, accompagnata dall'avvocato Petruzzi, si recherà da un notaio napoletano per la costituzione del comitato di raccolta fondi destinato a far nascere una fondazione intitolata a Domenico. Per legge serve un capitale iniziale di almeno 30mila euro, e in tanti - cittadini, associazioni, istituzioni - hanno annunciato il proprio sostegno. Patrizia vuole che la fondazione aiuti i bambini in difficoltà di salute, ma anche le vittime di casi di malasanità. Una vicinanza che, in modo reciproco, le hanno ribadito i genitori di bimbi morti in ospedale recatisi all'esterno del Monaldi per omaggiare la memoria di Domenico: come Alessandro e Daniela, genitori di Sara deceduta a 16 anni per leucemia, che rimproverano ai medici l'uso di una terapia sperimentale «i cui effetti hanno privato Sara della dignità che si dovrebbe a ogni essere umano». L'ultimo addio al «piccolo guerriero» si svolgerà nella cattedrale nolana, forse giovedì o venerdì.
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