Bimbo trapiantato, il cuore del donatore trasportato in un box obsoleto

Fu trasportato a bordo di un contenitore di vecchio tipo il cuore impiantato sul bimbo di Napoli, malgrado l'ospedale Monaldi disponga dei box tecnologici che controllano la temperatura: e questo perché, sembra, il personale non era adeguatamente formato per l'uso dello strumento più moderno. Si è così optato per utilizzare il contenitore più vecchio, un box simile a quelli che vengono usati per tenere le bibite fresche, che è però considerato fuori dalle linee guida acquisite dalla procura di Napoli. È uno degli elementi che emergono dall'inchiesta della procura partenopea, che vede al momento sei indagati per lesioni colpose.
Ispettori del ministero
Sulla vicenda saranno al lavoro da oggi anche gli ispettori del ministero della Salute, e sempre oggi si svolgerà il maxi-consulto voluto dall'azienda ospedaliera per valutare le condizioni del piccolo paziente e capire se esistano le condizioni per rischiare un nuovo trapianto.
Ieri a Patrizia Mercolino, la madre del bimbo, è giunta la telefonata di Giorgia Meloni. La premier ha espresso solidarietà e vicinanza, rassicurando sul fatto che si sta facendo ogni sforzo per trovare un cuore compatibile per un nuovo intervento sul bambino. A Meloni, mamma Patrizia ha ribadito la sua priorità: salvare il «piccolo guerriero» che da due mesi lotta per la vita dopo aver ricevuto un cuore non funzionante, e che sopravvive solo grazie a un macchinario per la respirazione e circolazione extracorporea. Congegno che lo tiene in vita ma che danneggia gli organi interni in modo progressivo.
Nuovo consulto
Gli esperti del Bambin Gesù di Roma, interpellati per un secondo parere, hanno messo in evidenza tutti i gravi danni riportati dal piccolo nei due mesi di coma farmacologico dopo il trapianto fallito. Il paziente soffre per una emorragia cerebrale, mostra segni di insufficienza multiorgano (polmoni, reni e fegato) ma soprattutto è affetto da un'infezione non controllata che, con la terapia immunosoppressiva necessaria dopo un eventuale nuovo trapianto, rischierebbe di avere effetti devastanti.
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