Niardo, tre anni fa l’alluvione: «Servono 100 milioni per la sicurezza»

Giuliana Mossoni
Un'analisi impietosa del sindaco rivela ritardi e promesse mancate nella messa in sicurezza del territorio
Loading video...
Niardo, niente ristori e casse comunali vuote
AA

Il titolo della dettagliata relazione, preparata dal Comune di Niardo, dice già molto «Niardo chiama le istituzioni». A tre anni dall’alluvione che devastò il paese, spazzando via la ferrovia e distruggendo case, attività commerciali e strade, il sindaco Ivan Markus ha fatto il punto per «denunciare» cosa non è andato, cosa c’è ancora da fare (tantissimo) e palesare una situazione che spaventa ancora molto. Anche alla luce dei violenti temporali della scorsa settimana che hanno lasciato la popolazione col fiato sospeso per ore. Lo esplicita in modo chiaro il primo cittadino: «Nonostante gli interventi pubblici per il ripristino degli argini e la rimozione dei detriti nelle briglie, i residenti di Niardo, Braone e Losine hanno dovuto affrontare, e stanno affrontando, disagi e difficoltà».

Mancanze e richieste

  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica
  • I danni dell'alluvione del 2022 a Niardo - © www.giornaledibrescia.it
    Il giorno dopo l'esondazione, la conta dei danni in Valcamonica

Alcune famiglie sono state evacuate, ma i risarcimenti sono stati limitati, le opere per la regimazione dei torrenti hanno reso necessaria la demolizione di edifici residenziali e commerciali e lo stanziamento di fondi per acquisirli, con il risultato che alcune aziende e famiglie si sono dovute trasferire in altri comuni. E poi le aziende agricole, che oltre ad aver subito danni alle stalle e perdite di animali, hanno visto le superfici coltivate inutilizzate per molti mesi.

Per questo l’Amministrazione chiede che vengano messe in atto tre misure. A partire dal garantire la sicurezza del territorio, dei residenti e delle attività, oltre che di chi vi transita (sulla statale, sulla provinciale e sulla ferrovia). Nello specifico, la Regione dovrebbe appostare risorse per le progettazioni e il completamento delle opere di ingegneria idraulica. E poi, nel giro di breve, andrebbero ridisegnati gli alvei dei torrenti Re e Cobello, risolvendo l’interferenza col canale idroelettrico e potenziare le briglie. Si tratterebbe di cinque lotti di lavori per oltre 100 milioni di euro.

«Diversamente – afferma Markus – quanto stiamo facendo sarà funzionale solo una volta completate tutte le opere previste. Solo allora i cittadini e le imprese potranno riacquisire buona parte di quella serenità ormai perduta».

Indennizzi

Ciò che rimase dopo l'alluvione
Ciò che rimase dopo l'alluvione

C’è poi la questione degli indennizzi che tardano ad arrivare: solo in pochi hanno usufruito di ristori, una sola volta e «minimizzando l’aiuto promesso». E infine servirebbe la rigenerazione dei comuni colpiti, in particolare Niardo, come era successo nel 1987 in occasione della precedente alluvione, sistemata grazie ai fondi della Legge Valtellina. E poi l’appello finale, accorato: «Rivolgiamo a tutte le parti politiche – conclude Markus –, ai consiglieri Caparini e Invernici e a tutti gli enti sovraccomunali un appello di sostegno nel difficile, ma non impossibile, percorso per richiedere allo Stato l’aiuto di cui il nostro territorio e i nostri comuni necessitano».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.