Nessun marchio con «Franciacorta»: l’Ufficio brevetti boccia Rovato

Niente «Magnifica città». Per ora. La querelle in corso ormai dal 2024 tra Comune di Rovato e Consorzio di tutela del Franciacorta Docg, con sede a Erbusco, sull’utilizzo del toponimo «Franciacorta» segna un punto nitidamente a favore dei produttori di vino. L’Uibm – ’Ufficio italiano brevetti e marchi, che fa capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato dal senatore Adolfo Urso (FdI) – ha rigettato la richiesta dell’Amministrazione comunale di registrare il marchio «Franciacorta la magnifica città. Passeggiate nella cultura», rassegna culturale che da alcuni anni anima il Municipio di via Lamarmora.
La parola «Franciacorta» in un marchio registrato aveva però provocato la netta contrarietà del Consorzio, che contestava l’«utilizzo illecito» della parola Franciacorta, creando così di fatto una «concorrenza sleale» alla Docg. Fallita la conciliazione tra le parti, la palla era passata al Dipartimento mercato e tutela - Direzione generale per la proprietà industriale (sempre del Mimit) che ha integralmente accolto la tesi del Consorzio, respingendo la domanda di registrazione del marchio richiesta dal Comune di Rovato.
Costituzione in giudizio
Per il Consorzio – e ora anche per i funzionari ministeriali – Franciacorta è una denominazione protetta legata all’enologia e non un toponimo storico-geografico, almeno dal punto di vista della registrazione del marchio. Tesi che il Comune continua a respingere, tanto da dedicare uno degli ultimi atti di Giunta del 2025 ad «autorizzare il sindaco Tiziano Belotti alla costituzione in giudizio avverso la decisione dell’Uibm» davanti all’apposita Commissione dei ricorsi, una sorta di secondo grado della normativa in materia di marchi e brevetti. Obiettivo dichiarato della Giunta: «Tutelare i propri interessi e le proprie ragioni e contrastare la pretesa del ricorrente», ossia il Consorzio.
Territorio
Dietro la questione normativa c’è, tuttavia, un tema più ampio, quello della valorizzazione di un intero territorio. Anche su questo, tra Comuni (Rovato, ma non solo) e cantine lo scontro è aperto da tempo. Giusto un anno fa, la decina di Amministrazioni ancora parte di «Strada del vino Franciacorta» – il sodalizio di promozione territoriale nel cui Cda siedono sia Consorzio che Comuni – aveva deciso di lasciare l’associazione, investendo le proprie energie in un’altra realtà, «Terra della Franciacorta», fondata da una ventina di sindaci nel 2011, con l’obiettivo di smarcarsi dal solo binomio tra territorio e vino.
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