Cronaca

A Nave le guardie ecologiche in azione per proteggere i rospi

Con l’avvicinarsi del periodo riproduttivo le Gev hanno iniziato a posare le barriere alla pozza della Cocca
Barbara Fenotti
Gev alla pozza della Cocca per la salvaguardia degli anfibi durante la migrazione - © www.giornaledibrescia.it
Gev alla pozza della Cocca per la salvaguardia degli anfibi durante la migrazione - © www.giornaledibrescia.it

Il 2026 segnerà i 30 anni di impegno delle Gev, le Guardie ecologiche volontarie della Comunità Montana della Valtrompia, nel salvataggio degli anfibi alla pozza della Cocca. Situata nel Comune di Nave, al confine con il quello di Lumezzane, la pozza costituisce un prezioso habitat naturale e un punto fondamentale per la riproduzione.

Cosa fanno

Ogni anno, verso la fine di febbraio, prima dell’inizio della migrazione a lago per l’accoppiamento e la deposizione delle uova, i volontari installano delle barriere per impedire agli anfibi di attraversare la strada, dove rischiano di essere investiti dai veicoli di passaggio. Studi recenti hanno stimato che ogni anno il traffico automobilistico uccide più di un milione di esemplari adulti.

Le barriere posizionate dalle Gev fungono da protezione e hanno anche lo scopo di indirizzare gli anfibi verso i sottopassi costruiti appositamente per garantire ai Bufo bufo un passaggio sicuro. Durante tutto il periodo della riproduzione, e fino al ritorno dei rospi nei boschi, vengono quindi organizzati turni giornalieri di volontari impegnati a raccogliere i rospi che riescono a superare le barriere, mettendoli in sicurezza. Questo lavoro costante e meticoloso è essenziale per la protezione di una specie così importante per l’equilibrio degli ecosistemi locali.

Il bilancio

Nel 2024 sono stati recuperati sulla strada 310 rospi, 2 rane e 64 tritoni. Questi numeri, piuttosto contenuti, suggeriscono che le barriere di protezione hanno svolto un lavoro molto efficace nel ridurre il numero di anfibi a rischio. Oltre alle attività di salvataggio durante le operazioni vengono raccolti dati sugli anfibi e sull’ambiente, come la temperatura dell’acqua all’interno della pozza e dell’ambiente esterno, la tipologia della vegetazione circostante e le condizioni meteorologiche. Questi dettagli, che vengono inseriti nella banca dati del «Progetto rospi» della Regione, contribuiscono a monitorare lo stato di salute della popolazione di anfibi e forniscono informazioni sullo stato dell’ecosistema, favorendo un approccio integrato alla conservazione dell'ambiente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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