Cronaca

Nascosti anche a Brescia i fondi per la latitanza di Matteo Messina Denaro

Sequestrato un conto corrente aperto da uno dei prestanome del padrino di Cosa Nostra
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

L'arresto di Matteo Messina Denaro a Palermo nel 2023
L'arresto di Matteo Messina Denaro a Palermo nel 2023

Sono arrivati anche in istituti bancari della provincia di Brescia i Carabinieri del Ros di Brescia, Milano e Roma che, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, stanno ricostruendo le tappe e gli appoggi della latitanza di Matteo Messina Denaro, storico capo di Cosa Nostra arrestato a Palermo nel 2023.

Il sequestro

In particolare nelle scorse ore è stato eseguito un sequestro di beni e conti bancari riconducibili all’architetto 53enne Massimo Gentile, già condannato a 10 anni per associazione mafiosa e per questo detenuto, per un valore complessivo di circa 500mila euro.

Secondo l’accusa Gentile negli ultimi 10 anni della latitanza del boss di Campobello di Mazara aveva prestato i suoi documenti, e quindi la sua identità, proprio al superboss permettendogli, tra le altre cose, di acquistare auto e moto e di assicurarle, di prelevare e depositare somme da conti corrente bancari e di usare carte di credito e di debito oltre che di gestire liberamente l’attività criminale.

Secondo l’accusa il 53enne e la moglie avrebbero acquistato negli anni beni immobili, una casa e una autorimessa a Milano, con somme incompatibili con il loro reddito.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti del Ros una serie di operazioni sarebbero state effettuate da Gentile per conto di Matteo Messina Denaro o dallo stesso padrino di Cosa Nostra presentando i documenti autentici di Gentile, un cittadino comune e del tutto insospettabile. Tra questi ci sarebbe anche l’apertura di un conto corrente in un istituto bancario della provincia di Brescia, l’attivazione di carte di credito collegate a quel conto.

Al momento del sequestro sul conto corrente non erano presenti grosse somme ma i Carabinieri hanno raccolto tutta la relativa documentazione per valutare come sia stato gestito in passato e se sia possibile, attraverso i movimenti di denaro, aggiungere tasselli al complesso mosaico degli appoggi e delle copertura sulle quali il super boss ha potuto contare durante gli anni in cui è stato latitante. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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