Cronaca

Dal ciliegio del Diocesano una marmellata per la cultura e il sociale

L’iniziativa è frutto della collaborazione con l’associazione Arthob e alcuni ragazzi dell’Istituto Mantegna
Francesca Marmaglio
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Le marmellate solidali del ciliegio del Diocesano

Non passa inosservato. Chi frequenta o almeno una volta è stato al Museo Diocesano in città, non può non essersi meravigliato alla vista del ciliegio che campeggia al centro del chiostro. È da quest’anno un albero monumentale, forse l’unico di quelli presenti in città a fare ancora frutti. Frutti che, però, il Museo non riesce a cogliere. Per questo l’idea di Piera Cristini, titolare della pizzeria Pastorella e rappresentante di Arthob, l’associazione ristoranti, trattorie e hosterie bresciane, è stata raccolta subito molto positivamente. Raccogliere le ciliegie e farne marmellate con l’aiuto di alcuni studenti dell’Istituto Mantegna.

La raccolta delle ciliegie al Museo Diocesano
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La raccolta delle ciliegie al Museo Diocesano

L’iniziativa

L’iniziativa infatti si colloca all’interno del progetto «L’orto del laboratorio degli apprendimenti»: «Abbiamo una comunità di 120 ragazzi con disabilità – ha detto il dirigente dell’Istituto Giovanni Rosa – e li includiamo in tanti progetti costruiti ad hoc per loro. Questo è uno dei tanti: siamo molto felici di poter collaborare con il Museo e con l’associazione».

Circolo virtuoso

Così con l’aiuto della Cooperativa sociale Palazzolese gli studenti hanno raccolto, come già successo nel 2023, le ciliegie che diventeranno marmellate vendute dal Museo. Un circolo virtuoso: le istituzioni private e pubbliche a sostegno del sociale che fa del bene alla cultura. «È nato un bellissimo rapporto con l’associazione Arthob e con l’Istituto Mantegna – ha detto il direttore del Museo Mauro Salvatore –. Con le marmellate supportano noi, ma anche i loro progetti sociali: è un bel cerchio che si chiude».

Nel 2023

L’iniziativa si era svolta nel 2023 con una raccolta di 80 chili, era saltata l’anno scorso perché il ciliegio non aveva dato frutti e torna quest’anno: «L’idea ci è venuta quando durante una visita abbiamo notato i frutti a terra – ha spiegato Cristini – così abbiamo pensato che poteva nascere un progetto bello. Speriamo che sempre più realtà partecipino in futuro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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