Cronaca

Dai ricordi dei nonni ai video dei ragazzi: Livemmo diventa mostra

Le stoffe storiche e i disegni d’animazione creano un dialogo tra le memorie e presente
Erik Fanetti
Trame d’acqua, l’installazione esposta tra il museo e il lavatoio © www.giornaledibrescia.it
Trame d’acqua, l’installazione esposta tra il museo e il lavatoio © www.giornaledibrescia.it

Una mostra che nasce dalla comunità e alla comunità ritorna, trasformando Livemmo di Pertica Alta in uno spazio espositivo aperto, dove l’arte contemporanea incontra memorie condivise, appartenenza, identità e promozione del territorio.

È il cuore di «Ma cosa non è? Arte comunitaria a Livemmo e dintorni», il progetto curato da Paola Rassega e promosso dall’associazione «Pane Blu», presentato ieri nella sede della Comunità Montana.

La mostra, che sarà inaugurata sabato 6 giugno alle 16 alla Sala Pos di Livemmo, raccoglie il risultato di un percorso nato dopo l’estate scorsa e sviluppato tra febbraio e marzo nei laboratori svolti in paese. Guidati da Armida Gandini, Elena Niboli e Irene Tedeschi, donne, ragazze e ragazzi hanno vissuto un’esperienza di ascolto e creazione che li ha portati a guardare sé stessi, gli altri e il paese con occhi nuovi.

Mostra diffusa

Anche il titolo restituisce questo spazio di domanda e meraviglia:«Ma cosa non è?» racchiude il dubbio e lo stupore della scoperta, invitando a riconoscere nelle cose semplici un valore inatteso e a leggere il borgo come una trama di relazioni e ricordi.

Per questo la mostra non si limita a occupare alcuni spazi, ma li attraversa e li rimette in dialogo, dalle sale restaurate dell’ex edificio comunale al Museo Interattivo della Cultura Prealpina, fino al lavatoio.

I percorsi

 A comporre il progetto sono due percorsi artistici.

Il primo è «Trame d’acqua», installazione di Armida Gandini realizzata con una ventina di donne del territorio ed esposta tra il museo e il lavatoio.

L’opera nasce da stoffe donate dalle partecipanti, tessuti appartenuti alle loro case e alle loro storie, frammenti ordinari che, condivisi, diventano materia collettiva. Tra questi c’è la fodera di un cuscino usato per sessant’anni alla scuola dell’infanzia, simbolo di generazioni cresciute nello stesso paese e inserito in un mosaico composto da tutti i tessuti.

Con la stessa attenzione alla trasformazione prende forma «Anima animale», percorso curato da Elena Niboli e Irene Tedeschi ed esposto nell’ex edificio comunale. Al centro c’è un cortometraggio d’animazione nato dal lavoro con sette adolescenti, chiamati a immaginarsi in un animale della fauna locale, vicino alla propria indole. Attraverso il disegno in fase, ciascun ragazzo ha realizzato più di cento tavole, passando da sé all’animale scelto.

Anima animale, il corto di sette ragazzi è nell’ex edificio comunale © www.giornaledibrescia.it
Anima animale, il corto di sette ragazzi è nell’ex edificio comunale © www.giornaledibrescia.it

Le riprese raccolte sul territorio hanno creato un dialogo tra animazione e realtà e in mostra saranno visibili anche i disegni originali.

Durante l’inaugurazione sarà presentata la documentazione video di Armando Ventriglia, dedicata ai dietro le quinte dei due percorsi.

L’iniziativa è realizzata con Area Cooperativa Sociale, Next Generation Eu, il Comune, la Comunità Montana e il Sistema Museale della Valle Sabbia. La mostra resterà aperta fino al 12 luglio, ogni sabato e domenica dalle 14 alle 18, oltre che su appuntamento.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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