CronacaBassa

Morto nel fiume Oglio: «Si è tuffato, poi l’ho visto affondare»

È Priyanda Warnakulasuriya, 45enne dello Sri Lanka e residente a Chiari, la vittima del tragico incidente di ieri a Urago. La testimonianza: «In quel punto l’acqua era profonda»
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Si tuffa nel fiume Oglio e muore
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Era un bel pomeriggio da passare insieme. Il pic nic sulla riva del fiume, una passeggiata e poi un bagno rinfrescante prima di iniziare il turno di notte. Ma le ore di spensieratezza si sono trasformate in tragedia e Priyanda Warnakulasuriya, magazziniere di 45 anni originario della Sri Lanka ma da anni residente nel bresciano, è stato ripescato senza vita dai sommozzatori dei Vigili del fuoco nelle acque del fiume Oglio alle 18 di ieri pomeriggio. Ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile. A suo dire era un nuotatore esperto ma le acque gelide e in quel punto molto profonde dell’Oglio, insieme al fatto che fino a poco prima l’uomo avesse mangiato e bevuto, non gli hanno lasciato scampo.

Il racconto

È il figlio di un collega della vittima, un ragazzo delle scuole superiori che partecipava alla gita di famiglia, a raccontare cosa sia accaduto. Ravindu ha parlato con i carabinieri e poi ha ripetuto quello che ha visto, minuto per minuto, ai tanti amici e connazionali che, avuta la notizia, sono arrivati alla spiaggia. Tutto è accaduto nell’area pic nic di via Brede a Urago d’Oglio, un bel prato che affaccia direttamente sull’acqua a cui si arriva percorrendo meno di un chilometro di sterrato tra i campi e le cascine. «Siamo venuti qui per un pic nic, faceva caldo e mio padre aveva il turno di notte, è magazziniere in una ditta di logistica di Chiari. Con noi è venuto anche un suo amico e collega di lavoro». Tutto è andato bene. «Abbiamo mangiato, gli adulti hanno anche bevuto». Forse Priyanda più degli altri. «Era molto contento, prima abbiamo fatto una camminata verso il canale poi siamo entrati nel fiume. Io nuoto abbastanza bene ma in quel punto l’acqua è profonda e non mi sentivo molto sicuro. Lui mi è venuto vicino, mi ha detto che sono un bravo ragazzo e che si stava divertendo con noi».

  • I soccorritori intervenuti a Urago d'Oglio - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it
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  • I soccorritori intervenuti a Urago d'Oglio - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it

Il tuffo

Poi le cose cambiano. Il 45enne spiega al ragazzo di essere uno sportivo: «Mi diceva che sapeva nuotare molto bene e voleva farmi vedere dei tuffi. Io gli ho detto di non farlo, che mi sembrava pericoloso. Lui invece è risalito sulla riva e si è tuffato». A quel punto il racconto diventa più difficile, rotto dall’emozione: «Ho visto che uscivano le braccia dall’acqua, che le muoveva come se fosse in difficoltà. Ho provato a mettere le mani nell’acqua per vedere se riuscivo ad afferrarlo ma non lo ho sentito, non lo trovavo. Stavo iniziando a fare fatica anche io e lui non risaliva così sono corso dai miei genitori e abbiamo allertato i soccorsi».

I soccorsi

La macchina dell’emergenza si è messa in moto. Da Chiari sono arrivati i Carabinieri e poi i Vigili del fuoco che hanno fatto intervenire l’elicottero da Varese. Sono stati i sommozzatori ad individuare e portare a riva il corpo senza vita del 45enne, e il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Priyanda Warnakulasuriya, che lavorava come magazziniere nella logistica, viveva a Chiari con la mamma e la sorella da cinque anni e prima aveva abitato a Brescia. Solo nelle prossime ore si conosceranno le volontà della famiglia per il rito funebre.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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