Morto sul lavoro, i parenti di Mohssine Ghouati: «Ragazzo col cuore puro»

Il 27enne ha perso la vita mercoledì alla Montello a Bergamo: lascia una vedova di 22 anni, appena arrivata in Italia
Parenti e amici si fanno coraggio davanti alla casa del 27enne - © www.giornaledibrescia.it
Parenti e amici si fanno coraggio davanti alla casa del 27enne - © www.giornaledibrescia.it
AA

Una piccola casa rossa, due ragazzi sposi da poco e un futuro tutto da costruire. Un nido di felicità e un sogno fatto di speranza che sono stati strappati via troppo presto. Era questa l’idea di futuro di Mohssine Ghouati, il 27enne che ha perso la vita mercoledì in un infortunio sul lavoro alla Montello di Bergamo.

Il giovane era originario di Douar Oulad El Harti, in Marocco, e viveva nel nostro paese da otto anni; da poco aveva iniziato a convivere con la moglie Zineb, arrivata in Italia da soli 15 giorni. Dopo le nozze in Marocco i due avevano deciso che la loro casa sarebbe stata l’Italia. Ma le cose sono andate diversamente.

Dolore

A due giorni dalla tragedia la famiglia si è riunita nell’abitazione di via Alfieri, a Pian Camuno. Le lacrime agli occhi, la voce spezzata e il forte sentimento di orgoglio degli zii e dei fratelli nei confronti di un ragazzo che ha dato tanto per la comunità camuna. «Mohssine era una persona buona, sempre con il sorriso in volto e con un cuore puro – racconta lo zio –. Non voleva mai disturbare gli altri. Amava il suo lavoro ed era pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno».

La vittima Mohssine Ghouati
La vittima Mohssine Ghouati

È stato proprio lo zio ad avviarlo nell’attività: «Il responsabile mi aveva chiesto se conoscessi una persona in gamba che potesse svolgere questo impiego. Ho subito pensato a mio nipote», dice mentre la voce si spezza dal dolore. Fuori dalla palazzina, a fargli coraggio, ci sono parenti e amici che portano un bicchiere di tè caldo alla menta, un po’ per consolarsi e un po’ riscaldarsi dal freddo pungente.

La moglie 

Tra di loro c’è il fratello di Zineb: il suo volto è scuro e lo sguardo è segnato dalle lacrime versate. «Zineb era appena arrivata in Italia, dopo la laurea in infermieristica aveva deciso di raggiungere il marito a Brescia e iniziare a lavorare qui – racconta con un filo di voce –. Ora non sa cosa farà: il dolore di essere vedova a soli 22 anni è troppo grande da gestire».

E mentre il ricordo di Mohssine si fa spazio sui volti di chi gli vuole bene, dalla porta socchiusa della piccola casa rossa si sentono le parole del Corano che danno forza e speranza in un momento di immenso dolore. Solo tra qualche giorno, quando sarà eseguita l’autopsia, la famiglia potrà organizzare il rientro in patria della salma.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.