CronacaBassa

Manerbio, il tragico schianto in pieno centro di Cristian Ferraboschi

Alessandra Portesani
Tra le prime ad arrivare sul luogo dell’incidente sono state due delle sue figlie: anche la madre viaggiava con l’uomo e ora si trova al Civile di Brescia
Cristian Ferraboschi e la moto su cui viaggiava con la moglie - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Cristian Ferraboschi e la moto su cui viaggiava con la moglie - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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«Stasera la mamma e il papà sono usciti in moto, proprio quella moto che ora si trova sul ciglio della strada... Sono loro...». Le parole si perdono in un pianto straziante. Gelano il sangue a chi le ascolta. È una ragazza a sussurrarle ai carabinieri che stanno ancora cercando di capire nel dettaglio cosa sia successo poco prima ma che purtroppo hanno già chiaro quale sia stato l’epilogo. Un uomo è morto e la donna che era con lui è ferita in modo serio, seppure non in imminente pericolo di vita.

Sulla strada

In via Mazzini a Manerbio, sabato notte, quando la notizia del terribile schianto ha già fatto il giro del paese, arrivano due ragazze: sono le figlie di Cristian Ferraboschi. Sono state loro le prime parenti delle vittima ad accorrere sul luogo dello schianto mortale quando erano ancora in corso i rilievi. La tragedia si era consumata da poco ma il clima mite della primavera aveva tenuto in strada fino a tardi molte persone, la Yamaha era conosciuta in paese, tanti hanno subito capito chi fosse l’uomo rimasto a terra nonostante medici e infermieri abbiano cercato di rianimarlo per quasi un’ora.

Cristian Ferraboschi, il loro adorato papà, non ce l’ha fatta è morto sul colpo, la loro mamma, dopo un primo passaggio all’ospedale di Manerbio, trasferita al Civile. È ancora grave anche se le sue condizioni sono stabili.

Tragico destino

L’incidente non ha lasciato scampo al motociclista che sabato sera, poco prima di mezzanotte, stava rincasando insieme a sua moglie, che viaggiava stretta a lui. Un destino tragico lega purtroppo Ferraboschi alle motociclette. Moltissimi ieri ci hanno pensato nell’apprendere la notizia dello schianto.

Nel luglio del 2001 in sella con lui c’era Miriam Maccagnola, la migliore amica di Cristian. I due, allora ragazzi, lui 25 anni lei 22, stavano raggiungendo alcuni amici in un locale. Allora, come oggi, Ferraboschi perse il controllo della moto, allora come oggi urtando un cordolo, nell’affrontare una curva a Leno, sulla strada che si collega con la provinciale per Pavone Mella. Nel 2001 la Suzuki 600 da lui guidata invase la corsia opposta e, dopo aver strisciato sul guard-rail finì contro un paletto e i due, per il contraccolpo, finirono in un campo. Ferraboschi se la cavò con 25 giorni di prognosi mentre la ragazza morì.

Sabato

Sabato notte invece marito e moglie sono stati entrambi sbalzati dalla sella. Ferraboschi però ha sbattuto violentemente contro la vetrina di un negozio di abbigliamento. Sull’asfalto di una delle vie principali di Manerbio, via Mazzini, di fronte alla piazza principale, sotto lo sguardo attonito di due ragazzini che stavano chiacchierando su una panchina, è stato il 49enne a non farcela, il suo cuore non ha più ripreso.

Il magistrato di turno ha disposto l’ispezione cadaverica che è stata eseguita ieri mattina e poi nel pomeriggio la salma è stata ricomposta alla camera mortuaria dell’ospedale di Manerbio. Solo nelle prossime ore si potrà conoscere la data dei funerali.  Per le ragazze Ferraboschi, oltre al dolore per il padre deceduto, anche l’apprensione per la madre che resta ricoverata in prognosi riservata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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