L’addio della politica a Bossi: «Scompare un amico e un protagonista»

La notizia della scomparsa di Umberto Bossi piomba in serata e addolora la politica. Il cordoglio attraversa tutti i fronti, dagli amici e compagni di avventura politica ai rivali.
A partire dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, che dice «l’Italia perde un sincero democratico», alla premier Giorgia Meloni, che riconosce a Bossi di aver dato «un fondamentale apporto alla nasciata del centrodestra». Un pensiero per l’uomo e il politico condiviso dunque dalle alte cariche istituzionali fino ai partiti e al popolo leghista.
Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) March 19, 2026
La Lega
Il partito, erede di quella Lega Nord che Bossi fondò nel 1989, è «profondamente scosso e addolorato» e si stringe «con affetto e commozione» ai suoi familiari. Lacrime e gratitudine da Matteo Salvini che gli dedica parole commosse e una foto insieme. Nell’immagine postata sui social i due si stringono la mano e Bossi sorride in camicia verde. Salvini assicura a Bossi che il popolo leghista «continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della libertà» e ricorda: «Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della festa del papà». E fa sapere che sono annullati tutti gli appuntamenti di domani (previsti in Veneto per il referendum).
Le istituzioni
Dal Quirinale, il «sincero cordoglio» del presidente Sergio Mattarella che ricorda come «il fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione politica». E rimarca: «L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico».
Ad associarsi alla vicinanza ai parenti e alla sua comunità politica è anche la premier Giorgia Meloni: «Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra». Va in questo senso anche il messaggio di Antonio Tajani, fra i primi leader a esprimersi. «Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega», scrive il vicepremier e segretario azzurro, ricordandolo come «grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza» e «un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia».

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, confessa: «Perdo un amico» e rivela il cruccio di non esser riuscito a mantenere la promessa che gli aveva fatto di recente di andarlo a trovare. Nella comunità del Carroccio sono in tanti a far sentire il loro dolore. Un messaggio intimo e commosso viene dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana: «Nel giorno della festa del papà è venuto a mancare il padre della Lega, per me un padre politico. La scomparsa di Umberto Bossi mi riempie di un dolore profondo e lacerante». Rivela che il Senatur «è stata la ragione del mio approdo in politica. Fin da giovanissimo mi ha affascinato con le sue idee e il suo impegno, lasciando un segno indelebile nella storia del nostro Paese».
Addio a «papà Umberto» anche da Roberto Calderoli che lo definisce «un secondo padre, da un punto di vista umano e politico». Si associa Luca Zaia: il decano della Liga veneta è convinto che il grazie a Bossi non può essere solo di parte: «Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese». E continua: «Se la politica ha dovuto affrontare una “questione settentrionale”, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono».
L’opposizione
Nello schieramento opposto non mancano pensieri e riconoscimenti. Da Giuseppe Conte («È indubitabile che Bossi sia stato un protagonista della storia politica recente») a Pier Ferdinando Casini («Un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono che merita il rispetto anche dei suoi oppositori») dalla stringatissima Elly Schlein (con «condoglianze mie personali e di tutto il Pd») a Matteo Renzi («L’ho conosciuto personalmente tardi ma ne ho apprezzato la tempra e la passione umana e politica. Che riposi in pace»).
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