Tragedia a Lonato, marito e moglie uccisi dal monossido di carbonio

Il sogno di una casa tutta loro in Italia, in prossimità del lago di Garda, l’avevano coronato solo due anni fa. Era giunta un’opportunità: comperare una casetta da ristrutturare in via Campagna Franceschini, nell’hinterland di Lonato, in uno scampolo di verde che ricordava le pianure tedesche ma ad un passo dal Garda. Un percorso che marito e moglie, lui tedesco e lei austriaca, potevano serenamente compiere in bicicletta nel verde delle colline moreniche in un panorama amato e ormai tanto familiare alla coppia. Fuori dalla casetta una bicicletta cementata nella recinzione ricorda civettuola questo progetto in salsa bavarese.
L’intossicazione
Poi presumibilmente la notte del primo dell’anno la tragedia. «Era dalla mezzanotte dell’1 di gennaio che non sentivamo nella casa confinante alcun movimento. I due coniugi stranieri già da due anni stavano ristrutturando il loro appartamento qui in campagna. Era inevitabile che qualche rumore lo facessero. L’ho anche detto a mio cugino l’altro giorno che stranamente non li sentivo nonostante la loro macchina fosse parcheggiata davanti a casa dal Capodanno. Poi l’epilogo. I figli hanno chiamato dalla Germania dicendo che i genitori non erano contattabili al telefono e i carabinieri con i vigili del fuoco sono entrati in casa e li hanno trovati morti, riversi in bagno. Siamo davvero senza parole e i miei tre figli sono sconvolti».
Testimone dell’ennesima tragedia che si è consumata a Lonato del Garda a causa del monossido di carbonio è una famiglia pakistana, vicina di casa di Kurt Leohnard Dommer, classe 1963 e Claudia Kirchmair, classe 1964, austriaca. Il capofamiglia, Ahmad Zaheer ha raccontato ieri i momenti concitati del rinvenimento dei due corpi.

Erano nudi, lui nella vasca e lei a terra sul pavimento del piccolo bagno. Accanto a loro una stufa a gas con cui la coppia scaldava la casa, priva di allacciamento alla rete di alimentazione comunale. Lui, Kurt, era steso a pancia in su nella vasca. Lei, Claudia, era a terra come se fosse svenuta all’improvviso: il killer silenzioso costituito dal monossido di carbonio l’ha ghermita per sempre.
Le indagini
Non hanno dubbi i carabinieri di Lonato della Compagnia di Desenzano. I due coniugi sono state le ulteriori vittime dell’avvelenamento del gas dovuto alla cattiva combustione. Il bagno aveva la finestra chiusa e la porta a sua volta sigillata. La stufetta ha bruciato in breve tutto l’ossigeno e il monossido ha saturato l’ambiente.

Per entrare in casa i carabinieri sono passati da una porta sul retro. Ora i sigilli del sequestro sono apposti in attesa delle verifiche affidate ai tecnici. Sulla facciata della casa spicca una targa dipinta su ceramica: accanto al simbolo civico di Muhldorf, land della Baviera, spicca quello di Kufstein in Tirolo. In mezzo il simbolo di Lonato. Un abbraccio ideale di un’appartenenza ora suggellata per sempre.
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