Addio a suor Saveria Menni: il suo corpo resterà in Argentina

La famiglia ha rispettato la volontà della missionaria. Il nipote Marco Menni, presidente di Confcooperative Brescia e Consigliere del Cnel: «I suoi modi diretti si contrapponevano al rigore della sorella Eugenia»
Suor Saveria Menni in una foto d'archivio - Foto Eden/Mino Renica © www.giornaledibrescia.it
Suor Saveria Menni in una foto d'archivio - Foto Eden/Mino Renica © www.giornaledibrescia.it
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Riposa da oggi in Argentina suor Saveria Menni, classe 1941, nata a Trenzano e sorella di suor Eugenia, superiora delle Ancelle della Carità che creò in città la «Domus» e a cui è anche intitolata la mensa della Caritas diocesana. La volontà della religiosa missionaria, al secolo Martina, era di restare nella terra dove aveva creato molte scuole e istituti di formazione e la famiglia ne rispetterà la decisione. Così dopo il funerale celebrato oggi dall’arcivescovo di Santiago del Estero, mons. Vicente Bokalic, suor Saveria è stata tumulata fra la gente che ha amato e accompagnato al Signore.

Il cordoglio a Brescia

La morte di Saveria a causa di complicazioni cardiache a seguito di un intervento chirurgico all’anca, ha destato molto cordoglio a Brescia. Figlia di una famiglia contadina di Trenzano con altri otto fratelli, tra i quali anche Regina, madre dei fratelli Baresi, i calciatori, la religiosa è entrata nell’ordine delle Dorotee da Cemmo a 19 anni. «Aveva conosciuto alcune ragazze nubili del paese che gestivano un negozio di tessuti e che erano legate alle Dorotee da Cemmo. Da allora la frequentazione era diventata una scelta di vita. La zia non voleva l’ambiente austero della sorella Eugenia (al secolo Agnese) dai toni istituzionali e per certi aspetti formali. Al rigore di suor Eugenia si contrapponevano i modi diretti e sciolti di Saveria, che incarnava il suo essere missionaria povera tra i poveri» racconta il nipote Marco Menni, presidente di Confcooperative Brescia e Consigliere del Cnel.

Suor Saveria Menni, sorridente, con due fedeli e una bambina
Suor Saveria Menni, sorridente, con due fedeli e una bambina

La vita

Tutta la vita di suor Saveria Menni è sempre stata improntata al fare e a costruire un percorso educativo per le genti dell’America Latina. Aveva creato nel 1986 la «Casa de la Juventud» a Santiago del Estero con un gruppo di giovani universitari legati alla Fondazione Tovini come ambiente di discernimento e servizio. Da quel modello erano nate esperienze analoghe e parallele in Bolivia, Perù e Uruguay con scuole di formazione professionale, cooperative di lavoro, centri di formazione culturale e attività pastorali.

«Saveria periodicamente tornava in Italia, soprattutto quando le necessità della sua missione erano di dover finanziare le sue costruzioni. Bussava a tutte le porte note e questo creava qualche contrasto con la sorella suor Eugenia. Di fatto sfruttava le conoscenze e gli appoggi della sorella e raggiungeva lo scopo di trovare un supporto per portare avanti la costruzione delle sue scuole. Una volta ricordo che venne a Brescia per trovare fondi per una scuola di sette stanze, cinque classi, dalla prima alla quinta e un’aula per i docenti e una per la mensa. Trovò presto tramite il notaio Camadini il finanziamento. Ma quando tornò in America Latina si rese conto che per una scuola in apertura bastava una sola aula per la prima classe. Così con quei soldi costruì cinque diverse scuole in altrettanti paesi… L’anno dopo dovette tornare a bussare alle solite porte per costruire le aule della seconda classe… e così via. Era una storia che irritava la sorella superiora così come vedere Saveria con l’abito chiaro e i modi spicci, ma tant’è. L’accoglienza a Brescia non le fu mai negata e per lei si aprivano tutte le porte» continua il nipote Marco.

Suor Saveria Menni in una delle scuole da lei fondate
Suor Saveria Menni in una delle scuole da lei fondate

La funzione

Mille gli episodi in cui suor Saveria si segnalò per i suoi modi diretti e votati al fare. Uno stile tipicamente da missionario, di terre di frontiera, che catalizzava le simpatie per quella piccola suorina che veniva giusto dalla fine del mondo. In suo suffragio, lunedì alle ore 18.15, al Centro Mater Divinae Gratiae di via S. Emiliano, 30, verrà celebrata una messa presieduta da mons. Giacomo Canobbio. Sono invitati tutti coloro che l'hanno conosciuta e stimata e che vogliono unirsi in preghiera, per farne memoria.

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