Morta a 26 anni prima di giurare da medico: il fidanzato lo ha fatto per lei
«Avrebbe dovuto essere un giorno speciale». Con Sofia «raggiante verso il suo futuro». Lo dice Matteo, il fidanzato, a pochi minuti dal momento in cui giurerà di esercitare la medicina «in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento». Giurerà senza Sofia, ma per Sofia. Lei che a questa professione teneva tantissimo. Lei che è morta all’improvviso, a 26 anni, un mese fa, proprio nel giorno in cui le era stata comunicata la data di questa cerimonia: «Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di commentare l’invito – racconta lui –, l’importanza di questo momento».
È mezzogiorno al Brixia Forum. Davanti a centinaia di medici Matteo, emozionatissimo, sale sul palco insieme ad Andrea, la mamma di Sofia che fa l’anestesista. Prima di pronunciare il giuramento di Ippocrate il giovane aspirante otorino chiede di poter leggere un messaggio che avrebbe fatto arrossire la sua fidanzata. È il messaggio di una persona che, nei giorni successivi alla tragedia, ha voluto mostrare vicinanza alla famiglia riferendo quanto il suo approccio con i pazienti fosse «dolcissimo e molto delicato» e quanto lei fosse «attenta e profonda nelle valutazioni».
Sul palco ci sono tanti fiori colorati. Il sorriso di Sofia e i suoi capelli mossi immortalati nell’immagine che tutti conosciamo fanno da sfondo alla scena. Mamma Andrea chiede la parola per lanciare un messaggio ai giovani colleghi: «Sofia era entusiasta del suo lavoro, come lo sono ancora io. Era inoltre umile, probabilmente perché era anche una paziente (aveva una malattia cronica, il diabete, ndr). Entrava nella mente degli ammalati. Sono convinta che sarebbe diventata un grandissimo medico».
Sofia, ci racconta la mamma a margine della cerimonia, «voleva diventare un’anestesista come me. Io le dicevo di fare qualcosa di più tranquillo, ma in realtà ero contenta». Figlia di Andrea e Ruggero Filippini (odontoiatra di Rezzato), Sofia «quando da piccola frequentava la Diabetologia diceva che non avrebbe mai fatto il medico. Poi ha scoperto il suo amore per questa professione. E mi ha stupito». Nel poco tempo concessole per fare il medico nelle case di riposo «ha dimostrato dedizione, etica e rispetto verso il paziente». Con caparbietà si era laureata, frequentava un corso per diventare soccorritrice volontaria sulle piste da sci e aveva in programma due esperienze lavorative a Berlino e, in estate, a Lampedusa. Chi l’ha conosciuta ne descrive la capacità di ascolto, la dedizione, la delicatezza e la fermezza. Caratteristiche che non si apprendono sui libri. Caratteristiche che sono sempre state dentro di lei.
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