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A Montirone accelerano i cantieri, ma il vecchio acquedotto resta al palo

Gianantonio Frosio
La demolizione del vecchio acquedotto è ferma. Stanga: «Attendiamo A2A»
Lavori per le nuove tribune del centro sportivo di Montirone © www.giornaledibrescia.it
Lavori per le nuove tribune del centro sportivo di Montirone © www.giornaledibrescia.it
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Sarà che «chi dorme d’agosto, dorme a suo costo». Oppure sarà che gli amministratori hanno voglia di finire, anche per mantenere gli impegni presi. Fatto sta che, ad agosto, i cantieri sono aperti per ferie, con lavori quasi finiti, altri che stanno per iniziare, altri rimandati al 2026 ed altri ancora per i quali si sta predisponendo il prospetto finanziario. Un progetto, però, nonostante sia lì da un paio d’anni, non vuole saperne di partire.

A tutto sprint

Dopo l’abbattimento della vecchia struttura, al centro sportivo stanno nascendo le nuove tribune (con annessi spogliatoi) del campo da calcio: a giorni si passerà agli allestimenti interni, dopodiché si potranno abbattere i vecchi spogliatoi. «Contiamo di procedere entro l’anno – dice l’assessore Alberto Stanga –. Questi mesi di “compresenza” tra la nuova e la vecchia struttura sono necessari perché sono già riprese le partite e i calciatori hanno bisogno di spazi per cambiarsi. Quando i nuovi spogliatoi saranno pronti, potremo abbattere quelli vecchi».

Il vecchio acquedotto a fungo di Montirone © www.giornaledibrescia.it
Il vecchio acquedotto a fungo di Montirone © www.giornaledibrescia.it

Abbattuta a tempo di record, invece, la casa delle Ancelle della carità: al suo posto stanno per nascere minialloggi per persone fragili, anziani o disabili. «Ci piacerebbe riqualificare l’adiacente polmone verde – confessa Stanga –. Ma non è tempo: ne riparliamo nel 2026».

Alle viste anche gli ultimi lavori di riqualificazione della Gheda e la Molinara, due delle tre storiche rogge che solcano il centro del paese. Buona parte dell’intervento è già stato fatto: resta da sistemare quel centinaio di metri della Gheda che va dal «gurgù» (l’intersezione tra la Gheda e la Molinara) al cimitero, ma anche il tratto delle rogge più a ovest, vicino alle scuole. «Ci piacerebbe mettere in ordine anche il Naviglio – dice l’assessore –, nel tratto che arriva alla rotonda in zona industriale. Entro il 15 settembre presentiamo il prospetto finanziario: se arrivano i soldi, partiamo».

In sospeso

Accanto ai lavori che procedono spediti, uno batte la fiacca: la demolizione del vecchio acquedotto a fungo che domina il paese. «Il progetto concordato con A2A – ricorda sempre l’assessore Stanga – prevede la realizzazione di un serbatoio “a terra”. Siccome l’acqua sarà spinta da elettropompe, il vecchio fungo non sarà più necessario: infatti, proprio per questo, era previsto che nel 2024 venisse abbattuto. Evidentemente c’è stato un rallentamento: A2A ha potenziato i due pozzi di alimentazione esistenti, ma non ha ancora realizzato il nuovo acquedotto. Fatto quello, si potrà abbattere il fungo. Siamo in attesa».

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